Al momento del sangue proveniva da un membro del sesso

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So che tu mi pensi e stai al mio gioco. Ora se vuoi possiamo incontrarci, chiamami a questo numero. Da tre mesi, da quando era cominciata la mia storia al momento del sangue proveniva da un membro del sesso Sonia. Quella telefonata mi aveva messo una strana agitazione addosso ma nonostante tutto ancora non mi alzavo dal letto. Questa volta mi appare il numero che mi aveva dato quella voce di prima mattina. Ed io quasi inconsciamente richiamo. Sai io ero a lavoro. Oggi è un bel giorno e voglio che anche tu partecipi a questa nostra festa.

A quegli squilli, a dire il vero, non ci davo tanto peso, ma per la regolarità e la frequenza degli stessi era come se si fossero intrufolati nella mia vita e fossero diventati normali, a volte non ci facevo neanche più caso. Ed oggi, chissà perché, aveva deciso di uscire allo scoperto. Provo a chiamarla e mi risponde una sua collega dicendomi che Sonia ha dimenticato il cellulare a lavoro.

Era piuttosto in carne, con al momento del sangue proveniva da un membro del sesso capelli lunghi, le gambe accavallate e quel vestito rosso.

Sono venuta a prenderti per andare alla festa. Ma non per caso. Io era tranquillo, in un pomeriggio dove tutto poteva succedere, mi sentivo libero ma non volevo non chiamare Sonia. Cerco infatti il cellulare per tentare di rintracciarla, guardo in tasca, poi sul tavolo, per terra… ma non lo trovo. Decido di pagare la mia birra e mettermi alla ricerca di un telefono. E poi aveva sempre quel sorriso ingenuo e malizioso stampato sulla faccia, angelica, inerme.

Io, uno di loro, barba incolta, capelli ricci mezzi rasta, jeans strappati e cosi via, con questa strafiga da paura. Roba da diventare il mito di san Lorenzo. Sono senza cellulare e senza soldi, ed in tutto il al momento del sangue proveniva da un membro del sesso non trovo una cazzo di banca dove poter prelevare.

Mi guardo intorno sospettoso prima di salire le scale di quel palazzo antico, dalle persiane verdi. Dal buio della stanza affianco esce Marta che indossa solo un grembiule bianco. La signora sorride e Marta posa il vassoio sopra un cuscino. Lo prende per i capelli e questi le rimangono in mano, gli passa le mani sul viso e poi mi mostra trucco e fondotinta. Non ci hai mai pensato eh?

Una potente ed istintiva erezione mi gonfia i pantaloni mentre la signora mi trascina fuori dalla stanza. Comincio a sudare per davvero e non capisco dove mi trovo, con la signora che ora appare sempre più agitata, frenetica, desiderosa di farmi conoscere i piaceri della carne.

Ed ecco nella terza stanza due uomini nello stesso letto, uno dei quali ha di nuovo le mie sembianze. La signora li guarda seria come ad analizzare ogni movimento, ogni sussurro.

A me la cosa comincia a turbarmi…. Ti presento Sally, la mia migliore amica. Lascia un commento Pubblicato in: Del sesso e di altre storie. I Al momento del sangue proveniva da un membro del sesso uno stretto jeans a vita bassa pareva poca roba e allora Francesco, imbarazzato, svuotava il petto e si rilassava.

Il pensiero aveva lasciato il posto alla natura. Ma quel pensiero non lo abbandonava. II Francesco non aveva mai visto effusioni tra i suoi genitori; eppure pensava che anche loro avevano pur dovuto avere una loro vita sessual-affettiva. IV Nella stanza da pranzo, attigua alla camera di Francesco, i suoi genitori sono alle prese con il dopo cena. Non riusciva a concentrarsi su un pensiero che a prendere il sopravvento erano le immagini.

In quel tratto di strada il paesaggio in collina era lunare: la terra arida e spaccata dal sole, solo arbusti di macchia mediterranea e qualche ulivo solitario.

Un paese di cinquecento anime, ma noi viviamo in campagna. In quel tratto di campagna, dove le coltivazioni erano ancora verdi, faceva decisamente più fresco. Il ghiaccio era rotto ed il ragazzo si mostrava sempre più deciso. Giovanni, allora, si sedette.

Giovanni per tutto il tempo stette ad ascoltare e si guardava in giro: sul frigorifero, in bella mostra, le foto di tutti i familiari; ad un angolo, per terra, un cagnolino giocava, annusandoli, con dei criceti in una cassetta della frutta. A Moribonda cominciavano ad accendersi le luminarie. Ad un incrocio i fari della Peugeot intercettarono lo sguardo impaurito di una volpe che rimase immobilizzata. Decise di non rispondere al messaggio.

Giampiero Calia libero di esserlo. Di Giampiero Calia. Iscriviti tramite RSS. Blog su WordPress. Privacy e cookie: Questo sito utilizza cookie. Per ulteriori informazioni, anche sul controllo dei cookie, leggi qui: Informativa sui cookie.