Giochi di ruolo e la signora schiava del sesso

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Preparati volontà della donna sexy

Mi sono sposata con un ricco avvocato che mantiene tutti i miei capricci economici,per quelli sessuali ho svariati amanti pronto a soddisfarmi in ogni giochi di ruolo e la signora schiava del sesso in coppia.

Avevo per l'appunto passato il pomeriggio con il mio stallone di colore, quando tornata a casa mi accorsi che la domestica non era al suo posto, e che mio marito Alfredo era in salotto in compagnia di un uomo.

Anche se la qualità del video non era eccezionale, non potevo neppure provare a negare che quella fossi io, certo con un cazzo in bocca e uno nel culo non è che ci sia molto da sentire se non sospiri e gemiti. Il suo sguardo era quello di sempre, un misto di dolcezza e cordialità, la voce ferma, ma non dura.

Che ti piace prendere cazzi a ripetizione, dimenticavo ti piace anche la fica, ho devo ricordartelo mostrandoti quanto sei brava con le ragazzine! Tanto per mantenerti non avrai problemi, vorrà dire che per farti scopare ti farai pagare, in giochi di ruolo e la signora schiava del sesso sei solo una troia.

Cercai d'avere un sussulto d'orgoglio. La sua schiava? E cosa voleva dire? Mi avvicinai a lui cercando le risposte alle mie domande. Queste sono le condizioni, prendere o lasciare. Prese a colpirmi sulle natiche con forza, sentivo continuamente la pala della racchetta sulla pelle e ben presto inizia a lamentarmi. Iniziai a supplicarlo di smettere, ma più lo pregavo e più lui mi colpiva con violenza, fino a smettere quando fu esausto.

Avevo il culo in fiamme, mi girai solo un attimo per guardarlo e quasi non potevo credere ai miei occhi, era completamente violaceo con il solo solco ancora del suo colore naturale. Quello che mi metteva più paura era il suo tono, era freddo, quasi glaciale, non lasciava trasparire nessuna emozione, neanche un po' di rabbia o soddisfazione.

Alla fine giochi di ruolo e la signora schiava del sesso dentro di me, il suo sperma mi diede un po' di sollievo inumidendo il mio sfintere ormai mal ridotto. Per fare prima lo presi tutto in bocca mentre lui m'insultava in continuazione fino a spingermi a terra.

Alfredo mi aveva tagliata fuori dal mondo, niente telefono e il cellulare che avevo poteva solo ricevere le sue chiamate in quanto nessuno sapeva il numero. Ero sempre in casa, lui provvedeva alla spesa e io ero diventata la donna di casa oltre alla sua puttana privata. Giravo sempre nuda, pronta ad ogni sua richiesta, mi ero abituata a chiamarlo Signore o Padrone e a fare sesso come e quando lo voleva lui, di solito erano rapporti orali e anali e sempre molto violenti.

Non mi picchiava molto, ma quando lo faceva mi lasciava il culo a pezzi, con grossi segni viola lasciati dalle sue mani o dalla racchetta da ping pong. In cuor mio speravo che prima o poi la rabbia gli passasse e che potessi tornare ad una vita normale, certo senza amanti, ma senza essere più segregata in casa.

Quando sabato pomeriggio mi disse che saremmo usciti insieme ne fui felice, non immaginavo a cosa sarei andata incontro.

Lavati la faccia e rincomincia, ho detto che devi sembrare una troia non una ragazzina. Tornai da lui che questa volta non fece osservazioni. Mentre mi mettevo addosso quel poco che lui voleva guardavo il mio armadio pieno di bei vestiti e pensavo a quando li avrei potuta rimettere. Una volta finito mi guardai allo specchio, era peggio di quanto avessi mai potuto pensare, la camicetta lasciava vedere il seno, i miei capezzoli scuri di certo non si nascondevano e la gonna mi arrivava all'altezza del pube, lasciandolo scoperto ad ogni anche piccolo movimento.

Ero peggio di una puttana del porto, almeno quelle un perizoma lo portavano. Cercavo di coprire il volto giochi di ruolo e la signora schiava del sesso la mano senza farmene accorgere, ma lui era intento alla guida e non diede importanza ai miei strani movimenti. Durante il viaggio non ci parlammo, mise un cd di musica classica ben sapendo che l'odiavo, ma non era certo il caso di farglielo notare.

Dopo un'oretta arrivammo in un grande parcheggio semivuoto, e li iniziarono i guai. Non feci quasi caso a dove stavamo giochi di ruolo e la signora schiava del sesso, solo una volta dentro mi resi conto che era un sexy-shop. Dentro c'erano una quindicina di uomini di tute le età che subito iniziarono a guardarmi mentre Alfredo si dirigeva verso il bancone. C'era ogni tipo di frusta e strumenti d'immobilizzazione, oggetti in pelle e Dvd dal titolo molto esplicito. Lui mi colpi all'inizio senza giochi di ruolo e la signora schiava del sesso, poi all'improvviso fece calare sul mio culo una frustata che mi fece gemere di dolore.

Ma più che il dolore era il sentirmi osservata e desiderata da tutti, perchè sapevo che ogni uomo li presente mi avrebbe voluta prendere, scoparmi come meglio credeva fino a venirmi in qualsiasi orifizio.

Mentre i colpi si susseguivano senza che me ne accorgessi cominciai a bagnami, mi stavo eccitando da quella situazione, in quel momento avrei voluto soddisfare tutti i presenti prendendo i loro cazzi in bocca, nella fica e nel culo.

La vergogna e l'umiliazione non se n'erano andate via, solo avrei voluto essere davvero come lui mi voleva e farmi sfondare da chiunque lo volesse, avevo un falle voglia di godere fregandomene di chi fosse a darmi quel piacere. Alfredo se ne accorse, ma fece finta di nulla, anzi incitava il ragazzo a colpirmi più forte con giochi di ruolo e la signora schiava del sesso motivazioni più assurde.

Alla fine avevo il culo in fiamme e una voglia matta di cazzo. Io ero al massimo dell'imbarazzo, ma quella continua umiliazione mi stava eccitando in maniera quasi incontrollabile, era come se più scendessi in basso più diventavo quello che Alfredo voleva, una vera puttana disposta a tutto pur di soddisfare le sue voglie.

Cercai di prendere tempo, ma lui m'incalzo senza darmi tregua. Di certo non si era lavato da poco, aveva un odore forte e disgustoso, cercai di farlo entrare in bocca ma senza riuscirci, riuscivo solo a prendere la cappella fra le labbra. Venni subito, ancora prima che il suo pene fosse entrato del tutto, non mi aveva neanche tolto le palline e mi sentivo incredibilmente piena senza ormai nessun freno. Solo che ora il suo cazzo scivolava dentro senza nessun attrito, fra il suo sperma e i miei umori avevo la fica ridotta ad un vaso pieno di liquidi.

Mi aveva fatta arrivare al più basso livello della mia autostima umiliandomi in continuazione e usando ormai per dar sfogo ai suoi istinti più bassi e violenti.

Era una settimana che non mi malmenava e in me si stava facendo largo la convinzione che qualcosa in lui stava cambiando, ma come al solito stavo sbagliando. Un sabato pomeriggio mentre pulivo nuda la casa mi disse di prepararmi che la sera saremmo andati a mangiare fuori e se da un lato ero felice perchè sarei di nuovo potuta uscire di casa, dall'altro temevo che anche questa occasione si sarebbe trasformata in una umiliazione pubblica come quella subita al sexy shop.

In ogni caso mi diede due ore di tempo per lavarmi, truccarmi e vestirmi, fu lui a scegliere l'abito dopo aver a lungo cercato nel mio armadio. Ne prese uno molto elegante, lungo e nero, molto semplice ma allo stesso tempo molto sensuale con le spalline sottili e un bello scollo sia giochi di ruolo e la signora schiava del sesso che dietro.

Scelse anche dei sandali in pelle lucida nera con tacchi alti a spillo, borsa in tinta e un reggiseno push-up in raso anch'esso nero. Il viaggio in macchina fu insolitamente piacevole, e passammo tutto il tempo a chiacchierare dei suoi colleghi e delle loro mogli, insomma sembravamo una coppia normale che va a cena fuori senza tanti problemi.

Alfredo scelse un ristorante di lusso ad un'ora di macchina dove non eravamo mai stati, ma del quale si parlava un gran bene sia per la qualità del cibo che per quella del servizio. Come entrammo fummo accompagnati al nostro tavolo dove lui scelse con calma il vino per la cena mentre io mi guardavo attorno per vedere se c'era qualche faccia conosciuta, cosa che per fortuna non trovai. Sapeva bene che era rosso e che su quella tovaglia bianca sarebbe risaltato in maniera inequivocabile.

Mentre mangiavo pensavo solo a quello che mi avrebbe fatto fare, il bastardo aveva ordinato anche primo, secondo e dolce, e ormai non potevo aspettarmi altro che umiliazioni, come se il trattarmi da schiava in casa non gli bastasse più. Comunque non potei che obbedire, anzi ci riuscii senza troppa fatica e evitando di pisciarmi sulle mani.

Il suo sguardo era peggio di una frustata tanto mi faceva male, ma allo stesso mi eccitava pensare che in quel momento doveva essere bello arrapato e con una voglia matta di scoparmi in qualche angolo del giochi di ruolo e la signora schiava del sesso.

Alfredo del resto era sempre sorridente, l'umiliarmi era diventata la sua attività preferita e il suo sadismo stava scoprendo nuove vie, non fermandosi più alla solo violenza fisica. Restare con le gambe aperte fu più difficile anche perchè nessuno mangia seduta in quel modo, ma cercai di agganciare i piedi alle gambe del tavolo per rimanere il più immobile possibile.

In breve tempo cominciai ad eccitarmi sempre di più, mi sentivo colare gli umori sulle cosce e trattenevo a giochi di ruolo e la signora schiava del sesso il piacere. Quando portarono via i piatti vuoti rientrai in subbuglio, non sapendo cosa m'aspettava prima del dolce.

In bagno mi chiusi dentro e senza perdere tempo presi il plug, lo bagnai con la saliva e me lo misi nel culo senza tanti fronzoli, ormai Alfredo me lo aveva aperto in tutte le maniere sfondandolo coi più diversi oggetti.

Come mi ricomposi tornai da lui che mi accolse col solito sarcasmo. Alla fine ci alzammo e giochi di ruolo e la signora schiava del sesso aver pagato il conto uscimmo dal ristorante. Ogni tanto cercavo di fermarmi, ma lui mi prendeva per il braccio e mi faceva continuare a camminare fino a quando tornammo alla giochi di ruolo e la signora schiava del sesso.

Tornammo a casa quasi correndo, anche lui era bene eccitato anche se non voleva ammettere e durante tutto il viaggio non smise mai di toccarmi fra le gambe impedendomi di venire di nuovo. Aperta com'ero mi penetro senza alcuna fatica facendomi sentire subito le palle che mi sbattevano sulla fica, ma eravamo entrambi troppo eccitati e vogliosi per durare a lungo.

Io venni subito e lui poco dopo riempendomi di sperma urlandomi che ero solo la sua troia da culo. Non riuscivo più a trattenermi e nonostante lo odiassi per quello che mi faceva non potei non urlargli contro il mio piacere.

L'orgasmo ci prese insieme lasciandoci a terra senza fiato,lui si fece ripulire colla lingua mentre io ero distrutta dalla serata. In fondo prima che mi scoprisse era stato un bravo marito, ma non certo un grande amante, mentre adesso anche se mi trattava peggio di una donnaccia, mi faceva avere orgasmi incredibili che mai mi sarei sognata d'avere.

Mi ritrovavo in una situazione di amore-odio dalla quale non riuscivo ad uscire, i sentimenti che provavo verso mio marito erano talmente contrastanti che bastava un nonnulla per mutarli in una direzione o nell'altra. In ogni caso il momento di puro sadismo gli era in parte passato, non che non mi facesse più male, ma non con la violenza e l'intensità dei primi giorni, quando per dirla in parole povere, vivevo a pane e botte. La sua ultima direttiva era quella di farmi trovare al suo arrivo con un abbigliamento il più sexy possibile, questo per farmi ricordare quant'ero stata puttana e per invogliarlo a prendermi in qualunque maniera gli passasse per la mente.

Inoltre era diventato più maschio, non che prima non lo fosse, solo che ci metteva più passione, più voglia di godere di me e anche di farmi godere, seppur sempre alla sua maniera. Quella sera avevo deciso di mettere un intimo di color rosso, un po' volgare, ma decisamente audace che mi aveva comprato in un sexy-shop su internet. La particolarità del reggiseno, davvero di dimensioni minime, è che aveva dei pon pon all'altezza dei capezzoli, la stessa applicazione era presente sui lati del perizoma, in realtà due fili legati fra loro.

Per sembrargli ancora più disponibile avevo indossato delle autoreggenti a rete larga e dei sandali con allacciatura alla schiava dotati di tacchi da diciassette centimetri. Una volta finita la 'vestizione' e il trucco mi guardai allo specchio per controllare l'insieme.

Cercai di farlo ragionare, ma inutile dirlo, fu inutile. Ti ho dato il permesso per indossare quello che porti? Non avevo mai fatto un clistere e già il fatto che l'avesse comprato mi aveva turbata, ma non potendo dire nulla al riguarda speravo solo che si dimenticasse di quell'acquisto.

E invece era stato pronto ad usarlo alla prima occasione buona e ora me lo stava facendo guardandomi divertito. Man mano che l'acqua entrava nelle mie budella aumentava il dolore e la voglia di svuotarmi, ma quando mi sentivo allo stremo e mi girai, la sacca non si era svuotata che per la metà di quanto fosse stata riempita. Come non era l'ultimo? Quante volte avrei dovuto sopportare quel supplizio.

Cercai di resistere facendo leva sul mio orgoglio, forse l'unica cosa che ancora non mi aveva tolta del tutto. Solo che questa volta lo accusai di meno, il dolore fu minore nonostante usasse la stessa quantità di liquido. Solo quando si tolse i boxer e vidi il suo cazzo in erezione compresi le sue intenzioni. Eccitato com'era lo mise subito dentro senza tanti fronzoli, ma non sentii alcun dolore, anzi.

Un sottile piacere mi prese fin da subito, un misto fra il sentirlo godere ed il dolore per la mia pancia piena d'acqua. Mi sentivo sempre più aperta, ma nello stesso tempo godevo in maniera incredibile e avrei voluto che non finisse mai.

Lui m'insultava come una cagna, ma le sue parole non mi ferivano più, nzi mi eccitava sentirmi dire bagascia o troia e avrei voluto masturbarmi la passera ormai in calore, ama non osai spingermi a tanto. Mangiammo entrambi con appetito, di certo quello strano rapporto nel bagno aveva sfiancato tutti e due, solo volevo ripetere subito quell'esperienza, solo non sapevo cosa dirgli.

La sera prima aveva portata in casa una lavagna da ufficio, di quelle su cui si scrive con un pennarello e si cancella con una spugnetta. Non osai chiedergli il motivo di quell'acquisto, ma non facevo altro che pensare a come l'avrebbe usata, perchè era certo che prima o poi avrebbe fatto capolino nella nostra nuova vita sessuale. Quando sei pronta raggiungimi in salotto e vedi di non farmi aspettare troppo. Oramai i bei vestiti avevano fatto posto a minigonne inguinali e top cortissimi.