Schiava del sesso porno per il pranzo

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Il primo giorno del sesso

I tacchi alti schiava del sesso porno per il pranzo Cristina ticchettavano sul pavimento — scandendo i secondi di normalità che restavano a Manuela prima di trovarsi ancora una volta alla mercé della sua tormentatrice. Si sentiva come un condannato che cammina verso la sedia elettrica… O forse era più appropriato dire come una vacca al macello? Era umida… molto umida… come sempre. Non aveva più nessun controllo sul suo corpo… lo odiava….

Manuela non sapeva cosa rispondere, e rimase in silenzio. Cristina vide le mutandine, e sorrise. Manuela teneva lo sguardo basso. Sapeva che gli ormoni rendevano Manuela molto, molto sensibile. Cristina rise. Cosa ne dici? Cristina rise del rumore osceno che le sue dita facevano mentre penetrava Manuela.

Ti rendi conto di quanto fai schifo? Manuela rimase in silenzio, gli occhi rivolti al pavimento, subendo passivamente anche quella umiliazione. Si accorse di aver cominciato a tremare visibilmente. Aveva il cuore in gola. Ora hai altro da fare. Non aveva ottenuto nulla, neppure la schiava del sesso porno per il pranzo di essere ascoltata più tardi, eppure doveva accontentarsi. Si sentiva persino sollevata che Cristina non si fosse subito arrabbiata per la sua richiesta… Il cuore le batteva ancora forte per aver osato.

Rimase immobile, in attesa. Alzando gli occhi, vide che Cristina aveva preso dalla borsa dei guanti di lattice, e li stava indossando. Ebbe un tuffo al cuore… Non aveva idea di cosa Cristina avesse in mente di fare — e, come sempre, questo la spaventava ancora di più.

Ora vieni qui, e cerca di comportarti come si deve. Rimase in attesa, in quella posizione umiliante. Manuela ebbe un tuffo al cuore. No… Non quel cassetto …. Manuela aveva le guance in fiamme. Era davvero successo, aveva davvero frugato nei cassetti di Carlo.

Se ne era pentita, ma lo aveva fatto… e li aveva visti. Gli anellini agganciati alle sue grandi labbra fecero un leggero tintinnio.

Manuela strinse i denti, cercando di non reagire. Manuela scosse debolmente il capo, gli occhi di nuovo pieni di lacrime. Considerando anche gli ormoni che stai prendendo, chissà. Vacca farcita o vacca incinta? Stupida a terrorizzata. Fu sul punto di supplicare… ma si trattenne in tempo. Si era già meritata una punizione per aver parlato senza permesso. Manuela scosse il capo ancora, mentre Cristina prendeva un fazzoletto dal cassetto, porgendolo a Manuela. Manuela fece per prendere il fazzoletto con la mano sinistra, per non smettere di masturbarsi, ma Cristina fece cenno di no con la testa.

Non era del tutto secco… doveva essere stato usato quel mattino, o forse la notte. Era disgustoso. Il fazzoletto aveva un disgustoso odore di rancido e le lasciava una patina appiccicosa sulla pelle. Cristina, intanto, stava spingendo il penultimo fazzoletto nel sesso di Manuela. Dai qua. Manuela trattenne il fiato. Cristina fece un sorriso sprezzante.

Cristina rise, e le diede uno schiaffo sulla vagina; quindi, prese qualcosa dalla scrivania. Servono altri anelli. Manuela non rispose. Si rese conto di stare per piangere di nuovo, e fece un grande sforzo per trattenersi. Lo sperma di Carlo aveva cominciato a seccare… Diede uno sguardo allarmato a Cristina, che aveva smesso di toccarla e si stava togliendo i guanti.

La ragazza scosse le spalle. Cristina rise di nuovo. Mi viene voglia di prenderti a calci sulla fica. Dici che dovrei farlo? Manuela si sentiva annullata… non riusciva schiava del sesso porno per il pranzo più a piangere. Stava aspettando la sua risposta. Chiuse gli occhi mentre Cristina le rifilava un forte calcio con il collo del piede, di piatto sulla vagina nuda. Rimettiti in ordine. Quello puzza già di sperma rancido, non vorrai impestare un altro schiava del sesso porno per il pranzo con la puzza della tua fica da troia.

Manuela depose le mutandine nel cassetto di Carlo. Non riusciva a schiava del sesso porno per il pranzo cosa Cristina avrebbe raccontato a suo fratello per giustificare la sparizione dei fazzoletti… poteva solo sperare che non raccontasse la verità…. Ci stiamo per sedere a tavola… venite? Manuela rimase in attesa. Come al solito, aveva paura di quello che Cristina stava per dire — qualunque cosa fosse.

Non era sicura che fosse possibile… se sarebbe stata capace di non urlare per il dolore… di stare a tavola…. Ma forse avremo più successo se proviamo a farla entrare dal culo.

I peperoncini diventano due. Era inutile. Forse il dolore non sarebbe stato sopportabile… ma in ogni caso non poteva evitarlo. Chiedo scusa. Uscirono dalla stanza. Molto divertente, immagino. Manuela scosse il capo, arrossendo. Manuela non aveva pensato a cosa dire. Sbrigati, dai. Cinque minuti!

Li nascose tenendo la mano schiava del sesso porno per il pranzo la schiena e corse in bagno, chiudendosi dentro. Si sedette con le cosce sul bordo della vasca, chinando in avanti il busto, spingendo in fuori le natiche. Non aveva tempo. Non riusciva a credere a quello che stava facendo, non sapeva come avrebbe potuto sopportare tutto quel dolore, di fronte a tutti… Il bruciore stava aumentando sempre di più, le sembrava di essere seduta su un fornello acceso….

Doveva alleviare il dolore, in qualche modo. Nuove ondate di fuoco…. Doveva trovare il modo… qualche sollievo… doveva renderlo sopportabile…. Manuela tolse la mano dal sesso, alzandosi di scatto. Fece un respiro, e si diresse in sala…. Manuela volse lo sguardo verso sua madre.

Ho solo un pochino di mal di pancia… non so… ma niente di che. Manuela era arrossita, e aveva mangiato tutto, facendo attenzione a non farsi vedere dai suoi…. Manuela si era sentita venir meno, e aveva cominciato a tremare. Era proprio per questo motivo che aveva urgente bisogno schiava del sesso porno per il pranzo parlarle…. Sara aveva sbuffato, con una smorfia di finto dispetto. A quel punto, Manuela aveva raccolto il coraggio… aveva aspettato che Cristina le togliesse la mano dal sesso, e poi si era rivolta verso di lei.

Ansimava, e tremava come una foglia — era terrorizzata di stare di nuovo osando tanto. Ma allo stesso tempo, non poteva sopportare di rimandare oltre… a qualsiasi prezzo…. Ora Cristina avrebbe riaffermato il suo potere….

Manuela gemette. Manuela scosse debolmente il capo, ma non disse nulla. Trattenne il respiro, e si fece coraggio. Ora che finalmente poteva parlare, si sentiva ancora più spaventata.