Storia di sesso del gioco nelle mogli

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Ho 25 anni, sono nata a Milano, la mia famiglia è benestante. Sono una ragazza piacente e ho un fidanzato. Per quattro anni sono stata una dominatrice.

Ho sculacciato, frustato e umiliato centinaia di uomini, e mi sono fatta pagare molto bene. Ho orrore del contatto fisico, mi definisco una misantropa. Non faccio la escort, ma se non avessi questo problema - non mi piace nemmeno toccare mia madre o abbracciare il mio fratellino - lo farei: storia di sesso del gioco nelle mogli me la morale non esiste. Non ho mai avuto voglia di lavorare davvero. Proprio con la band mi sono accorta che molti uomini, dopo i concerti, ci volevano fare dei favori particolari.

Volevano portare le attrezzature pesanti, pagare i nostri conti, darci passaggi. Poi qualcuno ha cominciato a chiederci: posso massaggiarvi i piedi? Posso farvi da scendiletto, posso farvi da tavolino? Mi faceva ridere, e li ho lasciati fare. Il passo successivo è stato quando ho conosciuto intimamente un uomo che viveva questo aspetto della sua sessualità: era uno slave, uno schiavo.

Lui mi ha suggerito che questa cosa poteva diventare per me un lavoro remunerativo. Quando dico intimamente, non intendo sessualmente: passavamo molto tempo insieme, ma non facevamo sesso, perché gli schiavi non amano fare sesso.

Lui aveva 37 anni, io Mi ha spiegato come funzionava questo mondo, da cosa era ossessionato. Non importa se una donna è affascinante, colta o sexy. Vuole sapere che sapore hanno i suoi piedi dopo che ha fatto jogging. Vuol sapere che odore hanno le sue mutandine a fine giornata.

Ho cominciato semplicemente mettendo un annuncio on line. Con quattro foto di piedi, calzati in collant o in ciabatte da casalinga. Le stesse ciabatte le ho anche vendute, a caro prezzo. Perchè certi uomini impazziscono per questo genere di cose. E chiarisco subito le pratiche che faccio: shoeplay dondolare la scarpa sul piedesputi, schiaffi, calci, insulti, frustate Ma niente penetrazione e niente giochi dannunziani.

Altre le ho imparate dalle ragazze della band, che avevano già fatto esperienze storia di sesso del gioco nelle mogli settore sadomaso. Insieme abbiamo anche animato delle serate fetish a Milano. Una cosa ho imparato subito: siccome in rete si guadagna benissimo anche solo per postare una foto, devi usare i termini appropriati.

Io sono arrivata ad avere 4 telefonini. Chi mi contatta sono esclusivamente uomini italiani, raramente stranieri quando accade sono soprattutto londinesi o newyorkesi. Mai avuto una chiamata da un extracomunitario. Il mondo del fetish è costoso. Mi chiamano uomini che si esprimono elegantemente, con ottime maniere. Uomini di successo che cercano un gioco psicologico sottile. Vengono vestiti in giacca e cravatta. Per fortuna non volevano cose hard, ma solo provare dei giochetti.

Sicuramente benestanti. Mi presentavo come la signora altoborghese che desidera trastullarsi con degli omuncoli, trattandoli male. La mia storia di sesso del gioco nelle mogli era di euro per venti minuti. Per chi voleva fare 45 minuti, erano Non ho mai permesso che stessero di più. Perché mi annoio. Per me è sempre stato: entri, mi paghi, trovi la tua soddisfazione e te ne vai.

Non sono amici miei. In quattro anni hanno telefonato due donne, ma solo una è venuta a casa. Mi ha fatto pena, perché io le donne le scuso sempre, per ogni cosa.

Infatti non le ho fatto pagare la tariffa intera. Il cliente era un farmacista. Ce lo ha presentato uno schiavo che conoscevamo già, perché gestice un locale dove andavamo spesso. È stato lui che ci ha introdotto storia di sesso del gioco nelle mogli una serie di persone fidate, col passaparola.

Ci ha anche dato dei consigli sul farmacista: più ci andate duro, più sborsa. Noi lo abbiamo riempito di calci, calpestato, gli abbiamo buttato la cenere in bocca. Mi sono accorta, anche se era la mia prima volta, che il branco crea dei mostri. Eravamo scatenate. E più lei lo schifava, più lui la desiderava.

Per annusarle un calzino è arrivato a darle euro. Il risultato? È storia di sesso del gioco nelle mogli a prelevare al bancomat un paio di volte. E ce li siamo divisi. Poi ho iniziato a fissare apputamenti da sola, a casa storia di sesso del gioco nelle mogli. Al telefono ci si accorda su quello che il cliente vuole: che offendi lui, sua madre, oppure la chiesa. Quando apro la porta di casa, alcuni di loro sono già in ginocchio. Calze velate, un must, rossetto rosso e capelli raccolti.

Alcuni mi chiedono anche giacche o tailleur. Vogliono un abbigliamento che incuta rispetto, un power look. Niente pvc nero. I miei uomini amano la donna naturale. Mi hanno chiesto di tutto: di camminare nel fango e di leccare le suole delle mie scarpe sporche, di massaggiarmi, leccarmi o annusarmi i piedi. Chi vuole che gli attacchi dei morsetti ai capezzoli e tiri finchè è possibile.

Storia di sesso del gioco nelle mogli vuole i giochi medici: punture, aghi, clisteri. Io li ho sempre frustati violentemente.

O in faccia. Uomini che amano vestirsi da donna e vengono a casa a farti le pulizie. Ci sono anche quelli che ti fanno la spesa, te la pagano e te la portano a casa. O quando li picchio non uso quei bastoncini di pelle che si trovano nei sexy shop, ma il vecchio mestolo da cucina.

Soprattutto se sono uomini che rivestono ruoli di potere. Sono sempre stata attenta a non superare i limiti. Nelle pratiche da fetish girl non è previsto sesso, ma se storia di sesso del gioco nelle mogli clienti vogliono si posso masturbare. Si sarebbe dovuto operare, ma aveva già una certa età.

Io, mentre si toccava, lo deridevo, perché la derisione fa parte del gioco sadomaso. Per lo schiavo, una donna che ride di gusto della sua condizione, è fondamentale.

Ma quella volta mentre lui mi chiedeva di smettere e io invece insistevo a ridere di lui in modo grottesco, ho capito che dovevo davvero bloccarmi.

Poi ci sono anche quelli al limite del ridicolo: il mio preferito lo chiamo Waa-Taa: è un ragazzo che ama i fumetti manga. E lui cade per terra, tutto soddisfatto. A volte i miei clienti fanno davvero ridere Ti viene spontaneo dirti: ma cosa stai facendo? Paga, e zitto. Rimani sempre basita.

Un bel signore di 50 anni, cliente molto affezionato. In tre minuti era finito tutto e mi pagava euro. Nessuno mi ha mai chiesto qualcosa di non previsto dal nostro accordo. Solo una volta ho litigato con uno che non voleva pagare prima, che è la regola. E lui se ne è andato. Era una guardia giurata e si era dimenticato di dirmelo. Ero terrorizzata, ma so che le persone, anche se matte, se gestite in un certo modo non sono pericolose.

È rimasto un mio ottimo cliente, sempre senza pistola. Venti minuti ognuno. Guadagnavo bene, ma sono minuti pesanti, perché ti confronti con il malessere e i traumi di queste persone.