Storie di sesso del marito nella stanza accanto

Dopo 8 anni di matrimonio il marito trova questa foto ...

Sesso anale per la prima volta come fare

Questo racconto di Rot43 è stato letto 1 7 1 8 1 volte. Sento i passi di mio marito muoversi nella stanza, lo sento avvicinarsi a me, si siede silenzioso accanto e dopo qualche istante mi stringe forte e percepisco dal suo gesto il suo caloroso affetto.

Poggio la mia testa sulla sua spalla sinistra, senza distogliere lo sguardo davanti a me, ora siamo perfettamente allineati allo specchio di fronte e i nostri sguardi si incrociano nel riflesso.

Storie di sesso del marito nella stanza accanto volto verso di lui e lo guardo negli occhi. Passiamo qualche secondo fissandoci nel silenzio più assoluto, poi lui mi bacia con passione e appena stacca le sue labbra dalle mie, mi sussurra dolcemente ti amo! Mentre lo guardo sono aperta a mille dubbi e i dolori delle mie carni non aiutano di certo a dimenticare e ad allontanare questi pensieri, ma prima di lasciare spazio totalmente alla notte e al tormento personale è meglio che vi racconti tutto sin dall'inizio.

Fu chiamato a presentarsi in azienda dopo quasi altrettanti mesi e pochi giorni dopo, in piena primavera, fu assunto con un contratto determinato per un anno come garanzia di prova, ma con la garanzia che alla scadenza dei dodici mesi avrebbe ottenuto, se superato il periodo di prova, il contratto indeterminato.

La sua lunga esperienza storie di sesso del marito nella stanza accanto settore parla per lui, ed entrambi sappiamo che questa prova è solo una formalità. Dopo poche settimane dall'inizio del nuovo lavoro mi raccontava già quanto si sentisse fortunato ad aver trovato un ambiente stimolante e dei bravi colleghi che lo stimavano per il suo valore.

Ovviamente non potevo che essere contenta per lui e sapere che i suoi colleghi oltre a stimarlo gli vogliano bene, mi fa sentire tranquilla.

Durante questa settimana ha deciso di presentarmi questi suoi amichevoli colleghi e assieme abbiamo concordato di organizzare una cena da noi per il sabato. Ovviamente ho accettato di buon grado e mi sono offerta volentieri come cuoca, inoltre il sabato la biblioteca è chiusa e quindi avrei potuto approfittare della giornata per preparare una buona cenetta. Da quando ha ripreso a lavorare tra noi tutto è perfetto e anche la nostra intesa sessuale si è rinforzata, infatti, al suo ritorno dopo avermi dimostrato la sua gratitudine, non mi ha nascosto il solito appetito sessuale prendendomi in cucina praticamente sul tavolo.

Insomma tra me e lui va tutto alla grande. Dopo la sveltina mi ha baciato appassionatamente e prima di andare a fare una doccia, mi ha confermato che i nostri ospiti sarebbero stati quattro: Massimo, Nicola, Andrea e Giorgio. Alle otto puntuali arrivarono i nostri ospiti e dopo i convenevoli e le presentazioni ci spostammo in cucina per la cena, Marco mi aveva aiutata con le portate per tutta la sera e il suo umore era davvero sereno e festoso, inoltre i suoi ospiti storie di sesso del marito nella stanza accanto erano dimostrati gentili e anche delle ottime forchette.

Avevo infatti storie di sesso del marito nella stanza accanto i complimenti da tutti e quattro i commensali per gli ottimi piatti e questo mi aveva sollevata e gratificata dalle ore spese in cucina. Era appena rientrato dagli U. Stappata la bottiglia propose per primo un brindisi al suo affare che a quanto pare gli aveva fruttato un buon riconoscimento in termini economici da parte dei suoi capi.

Non ho un seno abbondate e non sono molto alta, ma ho un bel visino con occhi marroni e capelli castano chiaro e a giudicare, in generale, dagli sguardi di molti maschietti anche un storie di sesso del marito nella stanza accanto culetto. Per la serata avevo deciso di indossare un abito unico di colore nero leggermente smanicato e con una lieve scollatura che arrivava a coprire le ginocchia; insomma un abito normalissimo che non lasciava intravedere chissà quali virtù.

Come già scritto non sono storie di sesso del marito nella stanza accanto alta e spesso per ovviare alla mia media statura indosso scarpe con tacco e anche in quella sera avevo optato per dei sandali neri eleganti, a punta aperta e con tacco largo, fasciati da cinturini. Marco fece strada ai due altri fumatori, che lo seguirono sul balcone, mentre io rimanevo in salotto con Nicola e Massimo. Con imbarazzo mi voltai dall'altra parte, poggiai il bicchiere sul tavolo e con la scusa di dover prendere gli occhiali da vista lasciai momentaneamente i due ospiti in salotto da soli.

Quel tipo mi inquietava e di certo le quantità di alcol che aveva ingerito non lo rendevano simpatico, recuperai intanto i miei occhiali in camera da letto e mentre tornavo in salotto decisi che era arrivato davvero il momento di congedarmi definitivamente, lo avrei fatto appena mio marito e gli altri due sarebbero rientrati dalla loro pausa sigaro. Lanciai uno sguardo fuori sul balcone per vedere a che punto fossero i tre fumatori, ma vidi nel riflesso del vetro i due intenti a squadrarmi storie di sesso del marito nella stanza accanto sedere.

Nonostante tutto, Nicola continuava a guardarmi e ora non smetteva di distogliere lo sguardo dalle mie gambe, evitando di perdersi qualsiasi mio movimento. Cercai di ignorarlo e di non degnarlo di uno sguardo, per evitare in tal modo fraintendimenti. Intanto a fatica stavo riuscendo a terminare quel maledetto whisky e finalmente tra poco mi sarei potuta congedare. Sentivo i loro occhi su di me mentre il mio malessere cresceva a dismisura e con esso anche la rabbia per questo comportamento inappropriato.

Ero infastidita, ma allo stesso tempo storie di sesso del marito nella stanza accanto trovavo la forza per trarmi da quella situazione, mi sentivo umiliata e percepivo una sensazione di vergogna come se fossi stata io a provocare il loro interesse. I suoi racconti mi aiutarono a instaurare un dialogo con lui e a emanciparmi, almeno momentaneamente, da quei sudici e insistenti sguardi.

Innalzammo in alto i bicchieri e Massimo fece uno strano brindisi esclamando: alla nostra amicizia! In diversi momenti della cena avevo sentito pronunciare quella frase, ma non ci avevo dato molto peso perché nel momento in cui questa veniva pronunciata era sempre presente mio marito, ma sentirla nel frangente in cui lui non era presente, mi fece uno strano effetto: in fin dei conti io cosa centravo con queste persone, che non avevo mai visto e conosciuto prima di quella sera?

Un ideale di bellezza che ha origini antiche e che ha sempre costituito un elemento di seduzione. Provai a ritrarmi con garbo e a spostare con attenzione le gambe, in risposta al mio movimento, lui ritrasse la sua mano continuando a parlare come se niente fosse accaduto. Ripresero a conversare tra loro e ora anche Nicola e Massimo partecipavano alla conversazione, ma i loro occhi continuavano a poggiarsi su di me ed ora anche lo sguardo di Andrea si fece più deciso e meno fuggevole.

Le sue parole mi sconcertarono quelli che lui stava definendo amici in realtà erano dei maiali che non avevano fatto altro che guardarmi in ogni maniera per buona parte della serata sotto o attraverso la gonna e nel periodo in cui si era assentato storie di sesso del marito nella stanza accanto avevano anche fatto delle avance.

Preparai quel caffè con rabbia mentre pensavo a quanto fosse coglione Marco a non accorgersi del mio fastidio, ma cercai di calmarmi e appena pronto il caffè tornai in salotto con un vassoio con su quattro tazzine fumanti e una tazza di camomilla storie di sesso del marito nella stanza accanto me.

Ovviamente nel momento in cui mi piegavo lo scollo del vestito aumentava mettendo in mostra il mio reggiseno a balconcino nero.

Sentivo gli occhi, ad uno ad uno, di quegli sconosciuti passare avidamente storie di sesso del marito nella stanza accanto lentamente in rassegna lungo il mio corpo e per questo cercai di muovermi il meno possibile, non volevo assolutamente che si potesse scorgere qualcosa da sotto la gonna; impugnai timidamente la tazza ancora mezza piena, dimostrando il mio disagio che sembrava ora essere recepito dagli ospiti ma non da mio marito che se ne stava seduto affianco a me continuando a chiacchierare allegramente senza avvertire minimamente gli sguardi bramosi che queste persone sfacciatamente mi lanciavano ormai da ore.

Il più maiale era seduto proprio nella direzione opposta a lui, percepivo il suo sguardo che senza nessun riserbo si tuffava nella mia scollatura cercando di intravedere le mie tette; lo faceva in modo insistente e non sembrava placarsi nemmeno quando mio marito gli rivolgeva la parola. Finita la mia bevanda mi alzai dal sofà e raccolte le tazze vuote sul vassoio le riportai in cucina. All'improvviso Marco mi raggiunse mentre ero di spalle e mi strinse, mi voltai e mi ritrovai tra le sue braccia.

Provate a leggere facendovi trasportare totalmente dalla vostra fantasia. La sua lingua ora scivola dentro la mia bocca esplorandola interamente con sentimento e con un carica erotica pazzesca che non mi lascia fredda, ma che mi stranisce. Compiaciuta, ma anche disorientata provo a domandargli cosa sta facendo, ma lui non risponde e continua a baciarmi senza preoccuparsi.

Ma lui si riavvicina, mi abbraccia e avvicina la sua bocca al mio orecchio sussurrandomi di volermi mentre le sue poderose mani iniziano a intrufolarsi sotto la gonna alla ricerca del mio fondo schiena. Lo spingo via e gli bisbiglio se per caso fosse impazzito e gli faccio notare che in salotto storie di sesso del marito nella stanza accanto sono ospiti, ma questo non lo ferma, con più decisione mi serra a lui con il suo muscoloso braccio, mentre la sua mano si intrufola nuovamente sotto la gonna questa volta facendosi spazio tra le mie mutandine nere alla ricerca della mia passera; scosta i miei slip e inizia a massaggiare le mie labbra vaginali e mentre lo fa un ghigno traspare sul suo volto.

Tento di ricoprirmi sistemandomi la gonna, ma la sua superiorità fisica preclude ogni mio tentativo di reazione. Allora provo a bisbigliare con voce più alta per fargli capire di smetterla, ma per tutta risposta la mano che continua a stimolare la mia passera si leva, e si posa sulle mie labbra. Schifata gli rispondo di no, ma poi la sua mano finisce nuovamente tra le mie storie di sesso del marito nella stanza accanto e inizia a sditalinarmi, mi abbandono a lui e divarico le cosce, mentre le sue dita scavano sempre più a fondo, regalandomi un piacere immenso.

La sua lingua ora è di nuovo nella mia bocca e iniziamo uno scambio di saliva. Sto gemendo intensamente, mio marito conosce bene i miei stimoli e sa bene dove toccarmi e come farmi godere ed anche ora in cucina, vicini al tavolo dove nel pomeriggio mi aveva presa, non mi sta facendo capire più nulla; chiudo gli occhi mentre lo sento farsi spazio nella mia scollatura e palpare i miei seni. Marco mi sussurra di non avere paura, che lui rimarrà con me e con delicatezza mi sfila la zip del vestito facendomi rimanere in un momento in reggiseno e mutandine davanti ai suoi colleghi.

Le sue mani storie di sesso del marito nella stanza accanto posano sulla mia spalla e lentamente mi raggiunge da dietro. Ora sono in seria difficoltà, una parte di me vorrebbe schiaffeggiare quel porco del mio uomo e prendere a calci tutti gli altri intorno e quella parte sembra prevalere in me, sono pronta a colpirlo con tutta la mia violenza, ora mi giro e lo colpisco con uno schiaffone, ma sento scivolare anche il mio balconcino sul pavimento.

Davanti i porci osservano il mio corpo nudo massaggiandosi la patta gonfia. Sono rossa per la vergogna e automaticamente porto le mie mani davanti alla faccia per coprirmi e cercare di sfuggire alle loro luride occhiate, riesco a fare solo questo. Marco continua con naturalezza a fare i suoi porci comodi su di me e ora sento strusciare da dietro il suo sesso sul mio culo facendomi sentire tutta storie di sesso del marito nella stanza accanto sua eccitazione.

Sento le sue mani avvolgere le mie tette e poi le sua dita giocare con i miei capezzoli gonfi, la sua voce da dietro mi stimola a lasciarmi andare sottolineando che in fondo lui sapesse quanto a me sarebbe piaciuta la situazione. Non riesco a storie di sesso del marito nella stanza accanto le persone intorno a me, ma sento distintamente i loro apprezzamenti.

Marco ora ha finalmente smesso di molestare i miei capezzoli tesi come chiodi e le sue mani con dolcezza afferrano le mie impegnate a bendare i miei occhi e le riportano giù lungo i fianchi. Ho nuovamente la percezione dello spazio intorno a me, ma non mi piace: scruto davanti a me i suoi colleghi attenti a non perdersi alcuna mia reazione, hanno tutti delle facce da maniaci, Nicola e Andrea si stanno massaggiando i loro cazzi, mentre Massimo e Giorgio si stanno godendo la situazione poggiati al muro della cucina.

Sono in tranche, non so che fare, mio marito mi sta introducendo a suo piacimento in quello che è sempre stato il suo sogno erotico e ora sta conducendo il tutto a suo piacimento.

Delicatamente mi prende per mano e mi avvicina ai suoi amici, che sembrano proprio in attesa di quel segnale e infatti veloci ci circondano. Una volta al centro Marco mi bacia appassionatamente mentre le sue mani corrono ovunque sul mio corpo nudo. Stavolta non rispondo al suo bacio, mi lascio accarezzare senza reazioni. Mi sento un oggetto nelle sue mani, mi volta, mi palpa, mi slinguazza ed io lo lascio fare senza battere ciglio.

Le sue mani toccano tutto e i suoi colleghi seguono con gli occhi le sue movenze appagati. Mi sento prendere da dietro con forza e poi chiedermi di piegarmi, rossa dalla vergogna eseguo senza protestare, una volta a pecora mi palpa le chiappe e poi le dilata esponendo il mio buchino ai porci dei suoi amici che ora commentano felicemente storie di sesso del marito nella stanza accanto mie terga.

Mi pare di percepire uno stimolo di piacere all'idea che il mio culo possa essere gioia per dei perfetti estranei. Sono piegata su me stessa con lo sguardo fisso verso il fondo della stanza e in preda a mille emozioni e mi storie di sesso del marito nella stanza accanto ponendo un sacco di domande a cui non riesco a dare risposta; la manona di Marco si leva dalle mie chiappe e lascia il posto ad una mano più piccola e lunga che inizia a stringere i miei glutei morbidi, non faccio storie di sesso del marito nella stanza accanto tempo a voltarmi che la sento sprofondare nella vagina bagnata.

Lo guardo per qualche secondo fino a quando la figura del suo amico avvinghiatosi a me come un animale me lo consente. Stanca di restare piegata poso le braccia in avanti e mi piego sulle mie ginocchia sul pavimento a pecora ed Andrea ne approfitta subito per stendersi sotto la mia pancia, mi afferra per i fianchi e fa sprofondare la sua faccia tra le mie mutande bagnate.

Mi basta davvero poco per capire che è bravo, ci sa fare e ora pacatamente sto gemendo per il piacere. Eccitato mi afferra per i fianchi con più forza e spinge il mio bacino completamente sulla sua bocca e mi ritrova praticamente seduta sul suo viso. Lo spettacolo sembra essere gradito ai presenti e stimola il loro graduale intervento. Il primo è Giorgio che si avvicina e senza tanti complimenti libera il suo pene proprio davanti al mio viso.

Inizia a smanettarlo vicino alla mia bocca, mentre la sua mano scorre tra i miei seni candidi e turgidi, osservo la storie di sesso del marito nella stanza accanto espressione da maniaco e mi incute quasi timore, ma in realtà mi preoccupa più la dimensione del suo enorme cazzo, storie di sesso del marito nella stanza accanto credo superi abbondantemente i diciotto centimetri e anche la circonferenza mi fa paura.

Intanto la lingua di Andrea non smette di lavorare per nessuna ragione, lo sento fremere dentro di me e il suo movimento alternato ora mi stimola e mi spinge verso azioni più audaci e fino a poche ore fa impensabili. Sento la mano di Giorgio abbandonare i miei storie di sesso del marito nella stanza accanto e raggiungere la mia testa che si muove avanti e indietro sotto i colpi di lingua di Andrea.

Mi guarda negli occhi per qualche istante e poi con lentezza avvicina il suo enorme pene alla mia faccia, avvicinandolo alle mie labbra. Incastro il cazzone, per quello che posso, tra il palato storie di sesso del marito nella stanza accanto la lingua mentre lui continua a fare avanti e indietro con la mia testa. La mia bocca ora è insozzata di saliva rafferma che devo ingoiare per evitare di strozzarmi e appena il liquido arriva nell'esofago, il mio affanno viene incredibilmente meno cedendo il posto ad una forte esplosione nella mia fica, che si traduce in un intenso orgasmo che mi pervade il corpo, sussulto e finalmente vengo.

I miei gemiti sono soffocati dal cazzo di Giorgio, ciononostante sono stati sicuramente percepiti da Marco e ora penso che vorrei vedere la faccia di quello stronzo per capire se è soddisfatto. Giorgio è ancora fisso tra le mie labbra e mi sta fottendo vigorosamente, mentre dalla storie di sesso del marito nella stanza accanto bocca ora traboccano rigagnoli di saliva.

Scivolo finalmente sotto la pancia di Andrea, prendendo posto sul suo cazzo;i fluidi della mia fica e la sua saliva sono un ottimo lubrificante, infatti il suo organo entra dentro senza problemi, e inizia a fottermi. Andrea mi scopa e mi sta facendo saltare su di lui come una cavalletta e il secondo orgasmo è alle porte, ora tutte le mie inibizioni sono crollate e non faccio altro che urlare di piacere. Afferro i peni di dimensioni più accettabili, che i due mi hanno avvicinato e inizio a segarli mentre Giorgio se lo mena davanti alla mia faccia.

Sento il cazzo marmoreo di Andrea scavare nel mio ventre, quasi squarciandomi la pancia, le mani di quei due maiali sui miei fianchi corrono ovunque e di fronte a me il cazzo di Giorgio è divenuto enorme. Ovunque mi giri vedo cazzi, sono troppo eccitata e quando Andrea svuota il suo sperma dentro di me, continuo a saltellare su di lui irremovibile, finché anch'io non raggiungo il mio ennesimo orgasmo cosmico lasciandomi poi andare ad un gemito sordo di goduria che fa comparire sul volto di mio marito, che ora vedo di fronte a me, un sorriso quasi imbarazzato.

Anche le mie mani non stanno più ferme e da sole ora corrono sul suo gigantesco arnese. Mi sento un automa e mi faccio condurre da lui quasi rapita e senza rendermene conto mi ritrovo nuovamente la sua lingua in gola. Il suo cazzone è almeno due volte la mia manina mentre le sue manone stringono le mie chiappe sode e mi sento sbucciare da dietro come una grande mela, sono dilatatissime e le sue dita ora affondano nel mio ano.

Dapprima con moderazione e delicatezza, poi con più vigore. Le nostre lingue si staccano, sono invischiata di saliva sulla fica e sulle tette, sto pensando ad una doccia calda, ma i maschietti non hanno ancora finito con me e nemmeno io mi sento pronta a concludere la serata.

Giorgio mi porge dolce la sua mano, la prendo e mi accompagna per qualche metro all'interno della sala e in un istante mi ritrovo con le mani appoggiate contro la credenza e la schiena piegata in avanti.

La pecorina è da sempre la mia posizione preferita quindi cerco la posizione a me più congeniale e storie di sesso del marito nella stanza accanto la trovo sento il cazzone di Giorgio entrare dentro di me, è davvero grosso, la mia fica stretta non riesce ad accoglierlo tutto, ma lui ci sa fare, e fa entrare la sua enorme cappella per gradi, appena guadagna terreno lo sento spingerla più lontano, le mie dimensioni sono ristrette per lui infatti basta solo la cappella ad occupare la mia fighetta.