Donna con le macchine di latta

Dinosauro nella città delle macchine! Storia per bambini in italiano

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Unboxed items comprise large SAN No. Also included are a German made Loco and Train formation, a 2-Car clockwork Passenger Train and an early repaired clockwork Railcar - generally sizes vary between 16 and 47cm - Fair to Good. Oggi, per i miei amici forumisti, la Donna con le macchine di latta "treni di latta " è sinonimo di " giocattoli fuoriscala", ovvero di trenini che hanno spesso elementi Donna con le macchine di latta come ciminiere, ruote etc. Al contrario, secondo la loro opinione, i modellini debbono essere repliche esatte di treni reali, proporzionalmente rapportate fino al minimo dettaglio.

Ma la lunga storia del fermodellismo si perde nella notte dei tempi. Pensate che i primi modellini di treni furono prodotti come prototipi nelben 20 anni prima che una vera locomotiva a vapore sbuffasse lungo i binari del Galles. Nelquando la ferrovia finalmente fece breccia nei cuori e nell'immaginazione degli europei e degli americani, alcuni fabbricanti di giocattoli iniziarono a produrre treni in miniatura per la gioia dei bambini di allora.

Come i soldatini, i primi treni giocattolo furono prodotti con stagno e piombo e, generalmente, non avevano parti in movimento. I migliori erano dotati di ruote che giravano, ma dovevano essere spinti o tirati; poi, dopo la metà del secolo, comparvero negli Stati Uniti i primi trenini fatti di latta, dipinti a mano di rosso e oro, e decorati con cuori e fiori.

In Europa, in particolare in Francia ed in Germania, i nuovi progressi tecnologici furono impiegati per produrre in serie giocattoli di latta con movimento ad orologeria come navi, auto, moto e, naturalmente, i nostri benamati trenini. Contemporaneamente, in Gran Bretagna alcuni produttori di giocattoli iniziarono Donna con le macchine di latta costruire trenini di latta o di ottone che funzionavano a vapore vivo, i cosiddetti " piddlers " per via della loro connaturata propensione alle perdite d'acqua.

Entro il i costruttori europei di giocattoli, ed in particolar modo i tedeschi, divennero i leaders del mercato e della produzione di treni di latta perchè offrivano prodotti validi e, soprattutto, a buon mercato per la diffusione mondiale. Sebbene la Germania predominasse con aziende di alto livello come: Lehmann, Bing, Issmayer, Carette, e Günthermann, tuttavia fu una società francese, la EF Lefèvre Successeurs, che già produceva le prime stazioni, segnali ed altri articoli ferroviari in latta, la prima a fornire ai propri trenini un sia pur primitivo binario costituito da un cerchio di stagno, con due scanalature in cui far scorrere le ruote.

Se vi interessa posso proseguire, altrimenti, per me, la storia finisce qui. Bene, ritengo che sia molto importante conoscere la storia e l'evoluzione degli antenati dei nostri modelli. Un'altra innovazione rivoluzionaria apportata da Märklin fu la produzione di binari intercambiabili, di scambi e d'incroci, di stazioni, gallerie, ponti ed altro materiale, il tutto al fine di indurre i genitori ad acquistare ulteriori pezzi per ottimizzare il layout ferroviario dei propri pargoli.

Dal fino agli inizi del ventesimo secolo, Norimberga fù il centro mondiale dell'industria del giocattolo in metallo. Quivi nacquero le prime grandi aziende costruttrici di balocchi e Donna con le macchine di latta di latta come quella dei fratelli Bing, che nel annoverava ben 5. Nelun terzo dei trenini prodotti in Germania furono esportati negli Stati Uniti d'America.

Nella prossima puntata analizzeremo la situazione al tempo della Prima Guerra Mondiale Durante la Donna con le macchine di latta Guerra Mondiale molti fabbricanti di trenini dovettero abbandonare le loro produzioni tradizionali, e mettere maestranze e macchinari a disposizione dell'industria bellica; di conseguenza molte aziende si smembrarono o diversificarono gli intenti.

Donna con le macchine di latta vide anche la comparsa di nuovi concorrenti esotici, come la TOMY, fondata da Eiichiro Tomiyama, in Giappone Negli anni '20 e '30 anche gli adulti iniziarono ad appassionarsi ai trenini elettrici, quindi le aziende sopravvissute Donna con le macchine di latta crisi economica, per ampliare il proprio mercato iniziarono a sfornare continuamente delle Donna con le macchine di latta, ed a migliorare la sicurezza dei propri sistemi.

Nel Stephan Bing, e suo figlio, che erano ebrei, fuggirono in Inghilterra abbandonando la propria azienda ad un amaro destino vedremo tutta la faccenda quando analizzeremo le singole aziende.

Purtroppo molti dei treni giocattolo d'anteguerra Donna con le macchine di latta fusi come rottami metallici per esigenze militari, distrutti dai bambini o dagli eventi guerreschi, causando la loro rarità odierna, e di conseguenza l'altissimo valore di mercato che talvolta comporta l'esborso di cifre con cinque zeri. Comunque se Donna con le macchine di latta capitasse per le mani un pezzo del genere, abbiatene molta cura!!!!!!!!

Dopo la guerra, alcune imprese tornarono a fare trenini in latta, ma solo per breve tempo, perchè rispondendo al desiderio del mercato che esigeva modelli sempre più realistici, prima potenziarono l'impiego di metallo pressofuso, e successivamente si convertirono alla più economica, malleabile, ma meno nobile plastica.

Nelle prossime puntate tratteremo le produzioni delle singole aziende, e mi piacerebbe vedere l'apporto delle vostre nozioni ed esperienze. Latta a parte davvero molto. Sicuramente in almeno un episodio della primissima serie di Belfagor. Se non ricordo male, era proprio il commissario di polizia che indagava sul fantasma del Louvre, ad avere questa passione.

E si vantava dei suoi lavori, e del fatto che per poterli finire, si faceva arrivare pezzi e ricambi, proprio dall' Inghilterra. Molto molto difficile reperirli, a quanto pare. E poi, anche all'interno di una specifica puntata della fortunatissima produzione dedicata al commissario Maigret con Gino Cervi, "non si uccidono i poveri diavoli", mi pare fosse.

Li si vede proprio un vero plastico "multitask", completamente funzionante. A memoria, se non erro, lo sfortunato protagonista ucciso, aveva nascosto tutti i suoi soldi proprio dentro i trenini sotto il tetto?. Ce ne sarebbero anche altri, ma quelli che mi Donna con le macchine di latta rimasti piu' impressi nella memoria, sono questi due. Luigi p. Entrambi i riferimenti video citati, li trovate facilmente anche sul tubetto.

Gebrüder Bing La storia La famosa azienda Gebrüder Bing Fratelli Bing fu fondata a Norimberga nelcome piccola società per la commercializzazione di stoviglie e di giocattoli, dai fratelli Ignaz ed Adolf Bing. Iganz, che precedentemente aveva lavorato come rappresentante di articoli in latta, era ben consapevole del potenziale di vendita di questi prodotti, pertanto decise di produrli in proprio.

Gli affari prosperarono talmente che Donna con le macchine di latta i fratelli aprirono una grande fabbrica in Karolinenstrasse, impiegando operai ed altri terzisti che lavoravano al proprio domicilio. Nel l'azienda divenne una società a responsabilità limitata presieduta da Ignaz, e fu tra le prime, in Germania, a riconoscere l'importanza della gestione di buoni rapporti con i lavoratori, che in ogni fabbrica avevano i propri rappresentanti sindacali.

Nel i fratelli Bing raggiunsero l'obiettivo di diventare il più grande produttore mondiale di giocattoli. La loro offerta vastissima di articoli meccanici di latta comprendeva automi, automobili, animali, treni, navi, modellini di macchine a vapore, bambole e loro accessori, peluche, giochi didattici, ottici e cinetici praticamente Donna con le macchine di latta tipologia di giocattolo desiderato dai bambinie persino anche un' ampia gamma di utensili, stoviglie, attrezzature per ufficio, giradischi, elettrodomestici etc.

Nonostante il costo del trasporto, i Bing potevano battere la concorrenza dei vari competitors locali grazie alla loro abilità nel produrre, ed ai bassi salari richiesti dalle proprie maestranze. Uno dei motivi principali del successo degli oggetti in latta era dovuta al fatto che, a quel tempo, le tasse d'importazione dei giocattoli si basavano essenzialmente sul peso della merce.

La Gebrüder Bing si vantava del fatto che i propri prodotti potevano essere acquistati in qualsiasi parte del mondo civilizzato, dal Sudafrica all'Alaska, nei loro grandi magazzini allestiti in diversi Paesi, in grado di fornire pezzi di Donna con le macchine di latta e di eseguire riparazioni in loco.

Nel il catalogo della ditta ed il listino prezzi contavano ben pagine; in questo periodo l'azienda impiegava 2. Nel Ives e Gilbert, due società USA appartenenti alla Toy Manufacturers Association, fecero pressioni sul governo per ottenere misure protezionistiche a favore dell'industria statunitense del giocattolo, che era cresciuta in assenza di una concorrenza straniera. I treni Bing possono essere identificati e datati secondo il loro marchio di fabbrica.

Caro Claudio, il problema è che la memoria storica del fermodellismo sta svanendo; data la mia età 73 ho avuto la gioia di vedere dal vivo questi treni, e la fortuna di ripararne e restaurarne alcuni per conto di facoltosi collezionisti.

Tutto quello che ho appreso in materia lo devo al mio grande maestro Ugo Millul. E' molto importante tramandare la memoria storica alle nuove leve che, a stento, conoscono solo la recentissima storia di Lima o Donna con le macchine di latta.

I treni Bing Anche se l'azienda produsse numerosi giocattoli, oggi viene ricordata soprattutto per i suoi treni che possiamo suddividere in quattro distinte categorie: 1 Treni da pavimento, che non essendo motorizzati dovevano essere trascinati con una cordicella, oppure spinti a mano.

Pensate che in Giappone, data l'esiguità delle superfici abitative, praticamente esiste solo la scala N. Bing non solo produsse treni col proprio marchio in stile tedesco, ma anche altri in stile britannico che furono commercializzati con quello di "Bassett — Lowke" e di "AW Gamage" degli omonimi grandi magazzini londinesi, ed altri ancora per il mercato nordamericano ove esportava e distribuiva in proprio fino all'inizio della guerra WWI.

Come vedete nella storia di Bing non si fa accenno al mercato italiano che nell' era praticamente inesistente, e che nei primi contava solo su due aziende nazionali: Cardini ed INGAP le esamineremo in seguitomercato che,in ambito globale, tuttora è estremamente marginale.

Non c'è traccia di trenini giocattolo nell'Italia dell', tranne che nell'episodio "Il vaporino" pubblicato nel libro "Cuore" di Edmondo de Amicis, ambientato a Torino tra il e ilove leggiamo che il protagonista Enrico possedeva un Donna con le macchine di latta a carica manuale molto probabilmente Bing regalatogli dal padre ingegnere. Io credo che se fossero stati due figliuoli di principi non sarebbero stati accolti con più festa. Andammo tutti ad aprir la porta, quando suonarono.

Crossi non venne perché gli è finalmente arrivato il padre dall'America, dopo sei anni. Precossi aveva la sua medaglia, ed era contento perché suo padre s'è rimesso a lavorare, e son cinque giorni che non beve più, lo vuol sempre nell'officina a tenergli compagnia, e pare un altro. Ci mettemmo a giocare, io tirai fuori tutte le cose mie; Precossi rimase incantato davanti al treno della strada ferrata, con la macchina che va da sé, a darle la corda; non n'aveva visto mai; divorava con gli occhi quei vagoncini rossi e gialli.

Sempre diceva: - Scusami, scusami, - a ogni proposito, facendoci in là con le mani, perché non fermassimo la macchina, e poi pigliava e rimetteva i vagoncini con mille riguardi, come se fossero di vetro, aveva paura di appannarli col fiato, e li ripuliva, guardandoli di sotto e di sopra, e sorridendo da sé.

Noi, tutti in piedi, lo guardavamo; guardavamo quel collo sottile, quelle povere orecchine che un giorno io avevo visto sanguinare, quel giacchettone con le maniche rimboccate, da cui uscivano due braccini di malato, che s'erano alzati tante volte per difendere il viso dalle percosse In quel momento mi sentii mettere un pezzetto di carta in una mano; guardai: era scritto da mio padre col lapis; diceva: - A Precossi piace il tuo treno.

Egli non ha giocattoli. Non ti suggerisce nulla il tuo cuore? Era già sull'uscio, e non osava ancora andarsene. Era felice! Domandava scusa, con la bocca che tremava e rideva.

Garrone le disse col suo vocione: - Grazie, - senza alzare il mento dal petto. Ma gli splendeva tutta negli occhi l'anima nobile e buona. Donna con le macchine di latta prossima puntata vedremo numerose foto di treni Bing.

Zampa di Lepre ha scritto:. Documentario muto del Ma bellissimo!!! Chi sa perché, per far partire il primo deve dargli una spintarella. Come promesso, ecco alcune foto di treni Bing racimolate nel WEB scusatemi se alcune sono troppo ampie, ma dovete veder bene i particolari.

Andava un po' meglio con quelle verniciate che potevano essere ridipinte. Loco Clockwork windup, ovvero a carica con chiavetta. Questa è stata splendidamente restaurata. Qui apro una parentesi: esistono due scuole di pensiero 1 coloro che Donna con le macchine di latta tollerano alcun restauro: il pezzo deve rimanere nelle condizioni attuali, qualunque sia il danno subito. E' davvero difficile stabilire chi abbia ragione; secondo me si deve valutare caso per caso tenendo ben Donna con le macchine di latta che è impossibile ridipingere la litografia originale, qualche ritocchino si, ma completamente no.

L'aveva acquistato per poco ad un mercatino appunto perchè era in condizioni disastrose, e voleva riportarlo in vita. Innanzitutto lo smontai se volete farlo con i vostri pezzi Donna con le macchine di latta consiglio di prestare molta attenzione alle linguette di ritegno che si infilano negli appositi incastri, sollevatele con una punta di cacciavite protetta da nastro isolante per non rigare le litografie, e non flettetele troppo perchè si spezzano irrimediabilmentepoi sverniciai la carrozzeria con un apposito prodotto da applicare a pennello.

Sotto il giallo apparvero i resti di un color verde pisello e tracce di filettature rosse, pertanto decidemmo di ripristinare lo stesso colore. Con un martelletto da orologiaio e con infinita pazienza raddrizzai il tutto ed eliminai le ammaccature; per riverniciarlo utilizzai la mia fida aeropenna ed i colori Humbrol, mescolando matt e semigloss.

Per dare l'aspetto d'invecchiato e marezzato, aggiunsi una punta di nero. Il problema sorse con le filettature impossibile per me farle a mano Donna con le macchine di latta l'apposito attrezzo del compasso come fanno i mastri inglesi, unici specialisti di quest'artee con l'ombrggiature delle lettere e dei numeri. Per mia fortuna tovai delle decals di aerei della Luftwaffe che sembravano fatte ad arte.