Porno con mia zia Marina

"MI PIACE SCOPARE CON MIA ZIA...!!" - Insegreto ep.2

Chariot nel sesso

Mio zio, un grande lavoratore, dedito principalmente alla sua attività di commerciante, dalla gavetta, aveva porno con mia zia Marina una florida attività commerciale, lavoro che gli consentiva di vivere più che agiatamente. La mattina sveglia presto, veloce colazione ed in negozio, piccolo break per il pranzo e, subito, di nuovo in negozio sino a sera.

Le mie giornate, routinariamente, passavano in questo modo ma, nel complesso, mi divertivo. Le sue mani stavano risalendo le cosce perdendosi sotto il leggerissimo vestitino estivo che indossava. I miei occhi, immediatamente, seguirono il profondo solco di una seno bellissimo e provocante! Io ragazzotto di primo pelo, ancora verginello, e consacrato alle sane seghe notturne, stimolato dalla provocante visione, già fantasticavo a porno con mia zia Marina rapporti incestuosi con la zietta che, calda, mi offriva, suo malgrado, il meglio di se stessa.

Da quel momento non perdevo occasione per spiarla nel suo sfaccendare domestico, e la immaginavo rassettare la cucina con vestagliette leggere e semitrasparenti, ed io a possederla in piedi facendola urlare di piacere. Oppure nel mentre impegnata a rifare i letti, offrendomi in visione il bellissimo culo, io dietro che la inchiappettavo stringendole i voluminosi capezzoli. Da quel giorno la mia fantasia cominciava a galoppare frenetica e perversa. Che, credetemi, non era indifferente.

La seguivo mangiare giocando di lingua, bere con fare sensuale guardando mio zio negli occhi, accavallare le gambe con fare puttanesco. Mi ero eccitato, guardandola di soppiatto, chiedendomi come mai mio zio si lamentasse di quella donna che, davanti a me, avrebbe fatto diventare duro il cazzo anche ad un morto! Rientrati a casa un po più tardi del solito andai subito a dormire. Il prosperoso seno spingeva i capezzoli quasi a voler bucare il delicato indumento in seta indossato.

Era conturbante la minuscola culottes dalla porno con mia zia Marina trasparivano due superbe chiappe. La seguivo di soppiatto soffermarsi davanti allo specchio ad ammirare il proprio corpo e, dalla mia posizione, riuscivo, contemporaneamente, a gustare della procacità di un superbo culo ed eccitarmi, come un maiale, al sensuale seno riflesso nello specchio.

Decisi di aspettare che si addormentassero per evitare che, specialmente la zia, potessero sentirmi. Mentre eroticamente fantasticavo sul corpo di mia zia, menando lentamente su un uccello indurito, impercettibili cigolii del loro letto, misti ad impercettibili gemiti di piacere di mia zia mi riportarono alla realtà.

Incuriosito mi alzai e di soppiatto mi avvicinai alla loro stanza, già immaginando che, forse, erano impegnati in una focosa scopata. Mio zio la stava inondando di un caldissimo seme, ma non restituiva alla sua donna lo sesso piacere che stava vivendo. Particolarmente insoddisfatta zia lottava con quel cazzo che ancora schizzava porno con mia zia Marina di portarsi quel muscolo dentro una fica che grondava di abbondanti umori. Spudoratamente eccitata, contemporaneamente, con le mani frugava tra i peli della fica alla ricerca del suo intimo piacere.

Tiravo morboso, probabilmente sporgendomi ben oltre il limite che poteva nascondermi al riflesso della mia immagine in quello specchio complice della mia iniziale eccitazione. Un errore porno con mia zia Marina voluto tanto che lei, pur intenta nel suo eccitante lavorio di bocca, si accorse della mia presenza vedendo la mia immagine con il cazzo in mano che tiravo senza alcun rispetto.

I nostri sguardi si incrociarono per un attimo ed ebbi la netta sensazione che la mia intrusione non fu per niente gradita. Preso dalla vergogna, di corsa ritornai a letto. La mente confusa, una paura indescrivibile ed un solo pensiero: cosa sarei stato capace di inventarmi per potermi scusare.

Fortunatamente, invece, era il bagno la sua metà. Passando dalla loro stanza da letto mi resi conto del profondo sonno che si era impadronito di mio zio e, mentre, tentai di bussare alla porta ascoltai gemiti, simili a quelli che qualche minuto prima, mi avevano destato.

Mi bloccai! In piedi, con il corpo appoggiato alla parete, gambe oscenamente divaricate si offriva a me, totalmente inconsapevole, in tutta la sua conturbante figura. Respiri intensi, profondi, ripetuti mi confermarono e mia zia nel suo intimo era una grande troia! Goduto come un ossessa mi soffermai ancora ad ammirare lo splendido animale da letto che accarezzandosi il corpo aspettava che le scariche di adrenalina si riassorbissero e gradatamente, sopiti i gemiti, ritornare padrona di se stessa.

La paura della sua reazione al mio spiare il suo amplesso. Furono secondi lunghissimi. Per una insana paura, e anche per la fortissima paura di essere una altra volta scoperto, lasciai volutamente sporco. Immediatamente dopo mi sopraggiunse la preoccupazione per la reazione che inevitabilmente avrei subito da mia zia.

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