Donna con Cappuccetto Rosso e la nonna russa

Cappuccetto Rosso 🐺 favole per bambini raccontate

Porno immagini sesso con cavallo

To browse Academia. Skip to main content. You're using an out-of-date version of Internet Explorer. Log In Sign Up. La nonna di Cappuccetto rosso era una strega! Dialogo sulla morfogenesi della fiaba. Valentina Pisanty. Occhio semiotico sui media Semiotic eye on media giugno www. La concezione dello Donna con Cappuccetto Rosso e la nonna russa dioso del folklore russo appare oggi di grande interesse date le sue radici nella idea goethiana di Donna con Cappuccetto Rosso e la nonna russa.

Una prova decisiva consiste in alcune fiabe, citate dallo stesso Propp, dalla struttura fortemente anomala perfino se analiz- zate con gli strumenti della semiotica narrativa contemporanea schema e percorso narrativo canonicole quali sarebbero più antiche, secondo criteri chiari ed espliciti di datazione. Riconsiderare la generalità dello schema narrativo canonico in quanto modello di riferimento avrebbe, come contropartita, la possibilità di indagare con strumenti morfogenetici la nostra preistoria culturale, con potenzialità pari a quelle la linguistica diacronica continua a dimostrare ancor oggi.

Parole chiave Percorso generativo, morfogenesi, sincronico e diacronico, psicologia cognitiva Sommario 1. Introduzione 2. Dialogo 3.

Intervento di Giampaolo Proni 4. Conclusioni Bibliografia 1 Data la genesi e la natura redazionale di questo dialogo, esso non è stato sottoposto a referag- gio. Introduzione Questo dialogo intorno alla fiaba nasce Donna con Cappuccetto Rosso e la nonna russa una rilettura della polemica tra Propp e Lévi-Strauss 2 e da alcuni passi delle Origini storiche del racconto di magia3 che possono servire a chiarire i nodi del contendere.

Valentina Pi- santy e Francesco Galofaro ne hanno discusso insieme alla luce di alcuni problemi della semiotica contemporanea. Anche Giampaolo Proni è interve- nuto con un contributo che riportiamo in coda al dialogo. Tale schema vede la successione sintagmatica di funzioni del lavoro di Propp come una proiezione di una precisa gerarchia paradigmatica. In parti- colare, il contratto con un destinante determina tanto le prove cui il soggetto si sottopone quanto la successiva retribuzione.

Quanto alla successione sin- tagmatica, Greimas è molto chiaro: per agire e mettere in atto una perfor- mance il soggetto deve possedere o conquistare la competenza necessaria5.

Ora, alcuni passi delle Origini storiche del racconto di magia sembrereb- bero smentire questa concezione contrattuale. Inoltre, non pare trattarsi di una questione di competenza, quanto di forza7. Ci sono altri passi in cui la ricostruzione di Propp sembra smentire il per- corso narrativo canonico. Si veda Propptr. Questo non significa che la logica contrattuale non sia la Donna con Cappuccetto Rosso e la nonna russa in fondo è proprio riflettendo sulla sua mancanza che Propp ne cerca il motivo negli antichi riti connessi al culto degli antenati.

ProppDonna con Cappuccetto Rosso e la nonna russa. Ne leggiamo le ragioni direttamente nel dibattito con Lévi-Strauss. Secondo Propp, la rego- larità delle fiabe si spiega piuttosto con il suo processo morfogenetico. Molti anni dopo Propp, sarebbe stato René Thom a proporre ai semiotici questo tipo di prospettiva — cfr.

Donna con Cappuccetto Rosso e la nonna russa Nel caso del racconto di magia, il processo di formazione e i criteri per ricostruirlo sono contenuti in Propp a. Col mutamento Donna con Cappuccetto Rosso e la nonna russa turale, si perde il senso di questi riti, ove non vengano visti negativamente, ed il mito si trasforma in fiaba, dando vita ad una serie di cambiamenti. Una serie di domande si pongono di conseguenza: 1 Come intendere lo schema narrativo canonico?

Su questo punto inter- viene anche Giampaolo Proni nel suo contributo, come pure sulla relazione tra le strutture della narrazione e la sua irriducibile componente creativa.

E come intendere le relazioni tra morfogenesi e psicologia? Quanto conta la storia della cul- tura per la formazione di processi semiotici? Il materiale di studio non giustifica questa astrazione. Su di essa hanno influito la cultura di partenza, con la sua particolare eco- nomia, i suoi miti ed i suoi riti iniziatici, e poi secoli di modifiche e muta- menti.

Per venire a Greimas la struttura generale della narrazione prevede un percorso narrativo canonico dal ritmo ternario. E cosa accade allora? Ivan non se ne meraviglia e sa come comportarsi […]. La capanna tutta- via non ruota da sola. Bisogna costringerla a ruotare e perché questo accada è neces- sario conoscere e pronunciare una parola.

Non è affatto impacciato e sa cosa dire […] Egli entra nella capanna o nei suoi equivalenti che fanno riferimento ad altri corpora mitologici, trova la strega, sa già come comportarsi e cosa dirle. Questa mi sembra una peculiarità interessante rispetto al percorso narrativo canoni- co. Lévi-Strausstr. Come è ben noto, esso è anche la base delle funzioni glossematiche in Hjelmslev Propp Non ha alcun bisogno di qualificarsi né di realizzarsi sul piano morale o materiale, non deve esibire doti particolari di purezza e di virtù: è solo questione di forza.

Con Greimas direi che è il suo è un fare Donna con Cappuccetto Rosso e la nonna russa modalizzato. Lüthitr. Mi incuriosiscono i dubbi che sollevi circa la presunta universalità del percorso narrativo canonico. Provo a seguirti nel ragionamento. Forse il meccanismo innato della narratività ammesso che esista va cercato altrove.

Come spiegare la somiglianza degli intrecci fiabeschi, allora? Per esempio Cappuccetto esce dalla pancia del lupo solo dai Grimm in avanti prima muore e bastail che rende quan- Donna con Cappuccetto Rosso e la nonna russa tronco o fallimentare il rito iniziatico di cui la fiaba dovrebbe costi- tuire una trasformazione Donna con Cappuccetto Rosso e la nonna russa.

Mi domando perché Propp avesse tanta premura di escludere che vi possa essere un fondamento psichico della matrice fiabesca, e mi domando se la sua perplessità sia una ragione sufficiente perché anche noi si debba rinun- ciare a riflettere su queste ipotesi. Pisanty Herman ed. Sono passati sessanta anni, le sue fonti sono ormai dei classici Frazer; Boase Propp stesso le critica sotto un profilo metodologico. La sua osservazione mi pare corretta ed è un bel problema per quanti sostengono la generalità del percorso narrativo canonico.

Se non funziona più come percorso, come model- lo che accomuna la generalità dei testi narrativi, le sue fasi potranno essere considerate solo in quanto parti del nostro metalinguaggio senza particolari garanzie di adeguatezza. Detto questo, vengo ai problemi che susciti, ossia il legame tra cultura, storia e morfogenesi.

Ma leggen- dolo non vedo una premura particolare di escludere un fondamento psichico della struttura delle fiabe. Attraverso la comparazione individua, o crede di poterlo fare, fiabe più antiche e tutta una serie di innovazioni successive. A me la sua tesi sembra plausibile, ed ecco perché: Propp analizza dichia- ratamente un tipo particolare di fiaba: il racconto di magia volshebnaya skazka: la traduzione inglese fairy tale trae in inganno, e una parte della polemica con Lévi-Strauss riguarda questo punto La grande variabilità di strutture narrative della fiaba mi pare porti ad esclu- dere che proprio il genere studiato da Propp si spieghi specialmente ricor- rendo alla psicologia: la psicologia non avrà influito su questo genere di fiaba più di quanto non abbia influenzato altre forme di narrazione orale tradizio- nale.

Il livello a cui si pone è: perché la Baba Jaga? Perché i bambini rapiti? Perché la casina poggia su zampe di gallina? Ora questi temi e motivi non si trovano in qualunque genere di fiaba e anzi ne circoscrivono uno specifico. È difficile pensare ad una specifica pertinenza del cognitivo per spiegare questa specificità. Esclude questo ragionamento che ci siano condizioni cognitive che influi- scono o spiegano la struttura della fiaba in genere?

Non Donna con Cappuccetto Rosso e la nonna russa. Solo, Propp 19 Cfr. Propp e ssg. Per fare un esempio, è come se tu mi chiedessi se ci sono condizioni cognitive che influiscono sul genere musicale del notturno.

La mia risposta sarebbe: non più né meno che su valzer, polo- naise, étude. Essi sono possibile e proficui là dove ci Donna con Cappuccetto Rosso e la nonna russa trovi di fronte ad una ripetibilità su ampia scala, come ha luogo nel linguaggio o nel folclore. Certo, siamo a un livello diverso di genericità, co- me tu giustamente osservi. La tradizione popolare non è particolarmente rispettosa dei confini geografici e generici — nel senso che i generi si incro- ciano e si contaminano che è un piacere.

Il sospetto di esserci imbattuti in un dispositivo universalmente o tran- sculturalmente attivo, potenziale matrice di tutti i sensi narrativi, forse addi- rittura del senso tout court. Eccesso di meraviglia da parte nostra? Nella trasformazione in nonna di Cappuccetto rosso, che ne è di queste funzio- ni?

Per rispondere, guardo preliminarmente a come fa Propp ad evitare que- sta difficoltà, che riguarda anche e soprattutto il suo corpus. Anche lui infatti individua, e ci mancherebbe, molte trasformazioni di questo tipo.

Quello che fa lui è: individuo non una, ma un gruppo di trasformazioni. Per questo in- siste sulla necessità di studiare le coppie di funzioni inseguimento — salva- taggio; battaglia — Donna con Cappuccetto Rosso e la nonna russa e rifiuta il suggerimento di Lévi-Strauss di ridurle a una unica funzione23; per lo stesso motivo insiste sulla successione rigida delle funzioni che è una e una sola — la struttura della fiaba è monotipica È lo stesso metodo comparativo che impiegano i lingui- sti sul cambiamento fonetico vedi ad esempio la legge di Grimm.

In questo modo ottieni una parentela. Sulla rilevanza del cognitivo il tuo punto 3 non sono pregiudizialmente contrario. Linguisti come Saussure e Hjelmslev, matematici come Hilbert, Fre- ge, Russell, filosofi come Wittgenstein e Rudolf Carnap prendono le distanze dalla psicologia.

Oggi, non credo che si possa aver paura della psicologia. Non è chiara- mente in grado di fondare alcunché: è essa stessa alla ricerca di fondamenti nella neurologia e nelle scienze naturali Anzi, talvolta è stata impiegata per spiegare il dato co- gnitivo; non mi sembra un caso che Petitotnel tentativo di fornire una base gnoseologica alla morfogenesi, rispolveri Kant — un tentativo che non convince, alla luce di quel che dicevo sopra.

Questo avvicinamen- to tra metodi delle scienze umane e delle scienze naturali si ha anche in altri settori: trovo interessante e fecondo lo scambio tra i modelli della linguistica e quelli della genetica e il lavoro di Luca Cavalli Sforza