Donna con il semplice piena

LA RAGAZZA CON IL CUORE DI LATTA - IRAMA OFFICIAL VIDEO

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Nella più classica delle esistenze da studente trascorrevo le mie giornate, pieno dei miei diciotto anni dovevo fare i conti con le improvvise erezioni ed ancora con le polluzioni notturne, spesso del tutto involontarie, ma il rito della masturbazione segnava con precisione il trascorrere del tempo, molte donne tra i 30 ed i 40 anni forse non sapranno mai di essere state spogliate e baciate, toccate e penetrate dalla mia fantasia, ma sono grato a tutte loro e alle fantasie che mi hanno regalato.

Nella mia ingenuità, anche se molto perversa, stavo raggomitolato nella rampa di scale superiore a spiare, attraverso la ringhiera ogni singolo movimento, mentre con la mano infilata nei pantaloni mi carezzavo il sesso, Donna con il semplice piena a ritrarmi per non essere visto, pronto a precipitarmi una rampa più in basso per non perdere un solo minuto di quello spettacolo, privato e gratis, tanto adatto ad alimentare le perversioni di un adolescente.

Adoravo la pioggia, e forse è la ragione per la quale ancora oggi amo le giornate piovose di tanto in tanto. La ragione sono le impronte delle scarpe bagnate e la polvere resa fango, che sono difficili da togliere, quindi lei si sarebbe dovuta inginocchiare ed io avrei potuto sognare. Il pullover allacciato le metteva in risalto il seno imponente. Potevo vedere quel pianeta rappresentato dal suo sedere ondeggiare energicamente, seguendo i movimenti del braccio. Immaginavo me stesso mentre le sollevavo le gonne e le baciavo le natiche.

La mia mano sotto i pantaloni mi carezzava il cervello meridionale e la saliva mi si asciugava in gola. Con cadenza precisa, quando era costretta a spostarsi per pulire il lato più esterno ecco che io mi beavo della dozzinalità di quel grembiule che non poteva contenerla tutta. Notai immediatamente che si era sbottonata il pullover e stranamente anche il grembiule era ben più scollato del solito, pochi attimi di quella vista, di quei seni prigionieri del pizzo nero, delle immaginate goccioline di sudore che le carezzavano il solco tra i due soli ed ero troppo eccitato per continuare, dovevo rientrare in casa e godere di tutte le mie fantasie.

Rientrato in casa Donna con il semplice piena pronto al rito, mi spogliai e mi misi seduto sul letto, la schiena appoggiato alla sponda con il cuscino per stare più comodo. Le lenzuola ripiegate sulle gambe e gli occhi persi dentro la semi oscurità della mia stanza. Nel mentre io potei sentire il suo seno sotto il mio naso.

Il mio imbarazzo era massimo, una frenesia di pensieri girava vorticosamente nelle mia testa, desiderio, paura, eccitazione, terrore tutto insieme, con violenza e confusione, non sapevo cosa fare e volevo fare tutto, mentre la mia erezione era tale da provocarmi dolore. Steso sul letto avvertii la sua mano scivolare sui miei fianchi, sotto le lenzuola fino a giungere a pochi centimetri dal mio sesso. Indugiava intorno Donna con il semplice piena mio pube, mentre i suoi occhi erano diventati come fari nella notte, mi prese una mano e se la pose sopra il seno, guidandola in una sorta di massaggio.

Pochi istanti e sentii la sua mano prendere possesso della mia erezione, le dita che giocavano con il mio glande ogni volta che la mano risaliva dal basso. Sempre tenendola spinse la mia mano sotto il Donna con il semplice piena del reggiseno e potei sentire con chiarezza quanto fosse turgido il suo capezzolo. Non ricordo cosa riuscii a bofonchiare, so soltanto che le afferrai i seni con le mani e cominciai a baciare e leccare ogni millimetro di carne che mi si offriva, mentre la sua mano continuava il delizioso sali e scendi sul mio pene, ormai diventato rosso fuoco.

Poi si distolse per continuare a spogliarsi. Una mano sul Donna con il semplice piena pene. Una mano prigioniera del suo piacere. Un mondo nuovo, totalmente nuovo e fortemente desiderato. Sentii i suoi gemiti, sempre più intensi e vicini, fino a quando con un lungo e violento sussulto sentii tutti i suoi succhi scendere dal mio dito ed allargarsi sul palmo della mia mano. Istintivamente, senza malizia alcuna, mi portai il dito, che tanto piacere le aveva dato, e lo succhiai, come se fosse un piccolo pene, riempiendomi Donna con il semplice piena bocca del sapore dei suoi succhi, del suo sudore, della sua carne.

Mi leccai il palmo della mano e poi mi succhiai ancora il dito, adoravo quei sapori. Non si fermo che dopo alcuni istanti, quando fu certa che neppure una goccia fosse rimasta dentro di me.

Passarono forse una decina di giorni prima di ritrovarmi da solo di fronte a Donna Assunta. Ero da poco intento a riordinare che sentii la voce di Donna Assunta mandare un saluto a qualcuno.

Immaginai che fosse sul pianerottolo davanti Donna con il semplice piena porta che portava nelle cantine. Come un gatto mi avvicinai senza far rumore e la vidi intenta a pulire il corridoio. Giunto nella cantina ricominciai Donna con il semplice piena riordinare ma il pensiero continuamente correva sul seno di Donna Assunta.

Sentivo la sua mano scorrere sul mio pene, la mia lingua intorno Donna con il semplice piena suoi capezzoli e le mie dita intente ad esplorare i suoi segreti. Mi pose le due mani sopra la testa e mi obbligo ad inginocchiarmi di fronte a lei. Io non smisi di leccare e succhiare e lei dimenava il suo corpo, quasi con violenza, come se volesse far diventare la mia testa parte del suo universo. Sapeva Donna con il semplice piena come fare, le sue labbra scorrevano il mio pene per tutta la lunghezza e la lingua indugiava a tempo sul glande, pochi secondi e le avrei riempito la bocca e la gola del mio piacere.

Ci baciammo per un lungo istante, miscelando i nostri succhi, i nostri umori e le nostre stesse vite. Le baciai i seni attraverso il tessuto del grembiule e del reggiseno, cercando con piccoli morsi di liberale quelle due colline.

Si sedette poi sul tavolo di fronte a me, divaricando leggermente le gambe ed offrendomi il suo sesso caldo e scuro. Mi trovai a baciarla, attraverso il suo odore misto di passione e umore, con le sue mani che premevano a tal punto la mia testa da Donna con il semplice piena lasciarmi respiro. Continuavo a leccare e succhiare, mentre lei si sfregava ritmicamente contro il mio viso. Potei solo sentire la sua pressione per un momento, poi scivolai in lei, e subito mi sentii avvolto da un calore immenso, mentre con i muscoli contratti mi imprigionava in lei.

Godemmo insieme in quella posizione, il suo orgasmo fu violento, tanto che agitandosi in modo forsennato quasi mi ustiono il bacino per lo sfregamento. Frastornato e intontito di piacere caddi a terra. Un attimo e lei fu sopra di me. La sua vulva era intrisa dei suoi e dei miei succhi, gocce di piacere colavano copiose ai lati della mia bocca. Sentivo la mia erezione crescere lentamente dentro la sua bocca e diventare sempre più intensa. Prima con movimenti leggeri, spingendo piano, poi sempre con maggiore vigore la penetrai da dietro e dietro.

Ebbi la sensazione di colui che passa per una porta stretta, la parte di me che era passata si sentiva come in un immenso atrio, la parte di me che non era passata era come prigioniera di una pressione, quasi come un anello posto sul pene. I pochi attimi di assestamento mi servirono per rendermi conto di quella nuova dimensione, poi cominciai a spingere, mentre sentivo le sue mani afferrarmi lo scroto e le sue dita infilarsi dentro di lei, molto più violentemente di quanto io non avessi mai fatto.

Era come se continuasse a godere, come se fosse entrata in una dimensione senza ritorno. Io rimasi per qualche istante spettatore, mentre il desiderio di godere diventava più impetuoso. Io rimasi steso qualche secondo a terra, ma lei mi impose di sollevarmi e rivestirmi. Attraverso i suoi occhi era come se parlasse, Come se mi raccontasse una storia, Come se mi rendesse parte di un suo segreto.

Ci baciammo, un bacio dolce ed appassionato. Lungo come la notte e stupendo come una giornata di sole. Mi addormentai sul divano, cosa almeno insolita per me, solo la voce di mia madre che mi chiamava per la cena mi fece ritornare nel mondo dei mortali.

Donna con il semplice piena cena andai subito a dormire, un lungo sonno, forse iniziavo a capire molti dei significati che sino ad allora avevo solo inseguito nella mia fantasia.

Il giorno seguente durante la colazione sentii i miei parlare del marito di Donna Assunta e del fatto che mio padre avesse contribuito a trovargli un nuovo lavoro, migliore e meglio retribuito. Non colsi altro del discorso, tra me e me ringraziai mio padre.

Mi faceva piacere sapere che Donna Assunta avrebbe potuto contare su qualche soldo in più. Vidi mia madre con la sig. Parlottavano tra loro e mia madre come sempre intenta a dare suggerimenti e consigli che chiunque interpretava sempre e solo come ordini. Fu una fortuna che ero a sedere, altrimenti sarei caduto a Donna con il semplice piena come un sacco vuoto, Non riuscii a dire una parola oltre al rituale delle presentazioni.

Leggendo il mio stupore e forse il mio dolore, mia madre mi fece un lungo elenco dei vantaggi per la famiglia di Donna Assunta. Purtroppo io vedevo solo il mio svantaggio, colei che mi aveva iniziato ai piaceri del sesso, la Donna con il semplice piena guida, mi abbandonava proprio ora che iniziavo a capire ed apprendere.

Mia madre mi ripeteva quanto per Donna Assunta quella scelta fosse importante, ma io non capivo o meglio non volevo capire. Donna con il semplice piena tutta la giornata chiuso nella mia stanza, ascoltando musica e fantasticando, stranamente senza sentire il desiderio di masturbarmi, non provavo eccitazione sessuale, ma una grande serenità mista ad una profonda tristezza.

Un dolore astratto direbbe uno psicanalista. Poco prima di dormire mia madre venne da me, si sedette sul letto guardandomi ma senza parlare, poi prese un lungo respiro e mi diede una carezza. Tardai a addormentarmi, la mia mente volava sul seno di Donna Assunta, mi sembrava di poter percepire ancora i suoi odori, quello del suo sudore, della sua pelle e di detersivo.

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