Come se fossi il primo sesso

"Farò sesso per la prima volta" - scherzo ai papà

Non voglio sesso dopo la gravidanza

Questo racconto di Tara Bulba è stato letto 1 2 3 2 2 volte. Quando aveva aperto la porticina, ero inginocchiata di fronte a mio fratello, che ancora gocciolava dal membro. Non mi ci volle molto a capire la ragione di tale movimento quando guardai la scena che scorreva sul monitor del televisore. Delle bellissime donne, vestite con come se fossi il primo sesso abiti che lasciavano scoperti glutei e la vagina, si sottoponevano ai loro padroni senza possibilità di guardarli negli occhi o sul viso, e pronte a farsi profanare davanti o dietro da chiunque avesse come se fossi il primo sesso prenderle.

Una scena, che aveva agitato tantissimo mio padre, ed anche me che, per riflesso incondizionato, adagiai meglio il capo sul suo virgulto che si stava svolgendo in tutta la sua ampiezza e durezza.

Mi scappa. Devo andare subito in bagno …! Conoscendo la sua integerrima ed anche severa personalità, temevo di avere frainteso la sua reazione erettile con una patologia comune agli uomini adulti. Chissà quale opinione si è fatto di me? Gli incubi vissuti nei miei sogni, quella notte, mi avevano posta su un carro trainato dai buoi, legata ad un palo e condotta come se fossi stata una strega verso una catasta di legno dove sarei poi stata bruciata viva per colpa degli incesti subiti dai miei familiari.

Avevo appena iniziato ad insaponarmi quando mi accorsi di aver lasciato la porta del bagno appena socchiusa, al di là della quale, due occhi luccicanti mi stavano osservando con interesse. Quando risollevai lo sguardo intenzionata ad invitarlo ad entrare, gli occhi erano spariti, devastando per la seconda volta le mie fantasie sessuali. Per confidarmi, ero andata a trovare mio fratello Adamo. Quando arrivai a casa come se fossi il primo sesso era in compagnia di altri tre amici, intento a giocare a Poker.

Gli accordi presi prima di iniziare a giocare, erano ben chiari. Adamo mi aveva osservata senza dire nulla, ma con lo sguardo di un condannato a morte. Ad infrangere il patto fu mio fratello il quale, mentre ero come se fossi il primo sesso sul membro di uno dei suoi amici, mi era giunto alle spalle, mi aveva leccata a lungo il solco ed il buchino roseo del mio culetto, e poi, con un colpo violento, mi aveva sodomizzata in un modo forsennato facendomi urlare per il dolore. Quando rimasi sola con mio fratello, affrontai il discorso sulla questione che riguardava mio padre.

Lui è antico anche nei sensi, oltre che nel modo di concepire la sessualità. Secondo me non scopa nemmeno più la mamma. Figurati se ha voglia di stuprare sua figlia …! Per circa un mese non era accaduto nulla, anche perché, essendo presente sempre mia madre, nulla potevo fare per sincerarmi se effettivamente mio padre fosse un guardone. Poi, una sera particolarmente afosa, mentre mi stavo preparando per andare a cena con un amico, mio padre era entrato nel bagno per un bisogno urgente, sorprendendomi con appena un asciugamano intorno alle reni mentre mi asciugavo i capelli.

Forse aveva ragione mio fratello a definirlo inabile dal lato sessuale. Chiunque in quel frangente avrebbe approfittato della mia evidente offerta. Invece lui era fuggito di corsa. Due ore più tardi, eravamo al verde, seduti su di una panchina del giardinetto di fronte, a recriminare contro la sfortuna nera che ci aveva abbracciato. Mentre, per il secondo, mi dovetti impegnare a come se fossi il primo sesso, sia con la bocca che con la vagina, per la stessa cifra.

Per la verità, è quello accadde dopo intime carezze. Il piacere mi invase dalla testa ai piedi fino a quando un incontenibile orgasmo mi piego letteralmente le ginocchia, lasciandomi scivolare sul piatto della doccia, senza più forze. Tutto inutile perché, la mia esibizione non era stata sufficiente a convincerlo ad entrare nel bagno e venire ad appagare le mie voglie. Dopo essermi asciugata, mi sono messa un asciugamano attorno al corpo e sono andata alla ricerca di mio padre.

Era seduto come al solito sul divano intento a cercare un programma di suo gradimento. Mio fratello non aveva affatto ragione su quanto aveva affermato. Il mio vecchio era avanti con gli anni certo, ma il suo vispo attrezzo rispondeva tenacemente alle sollecitazioni improvvise, anche se derivavano da contatti epidermici da parte di sua figlia.

Per evitare che mi sfuggisse nuovamente, gli sbottonai la patta del pigiama dove il suo bel pitone vagava senza nemmeno il supporto dello slip, glielo tirai fuori e prima che potesse aver qualcosa da ridire, iniziai a leccarglielo con tutta la maestria accumulata nel fare la puttanella in giro.

Forse le mie parole, o forse la mia bocca, ma subito dopo ottenni il mio premio a forma di sperma: calda, leggermente acre, ma di una piacevolezza unica, mai gustata prima. Ero imbestialita, oltre che arrapata in modo doloroso. Dovevo sfogarmi, e come al solito, a chi mi sarei potuta rivolgere se non ad Adamo, mio fratello, il quale, dopo come se fossi il primo sesso ascoltata attentamente, si era recato in sala a come se fossi il primo sesso da bere nel mobile bar.

In effettiaveva ragione lui. E non soltanto quello, ma probabilmente anche il te che stavo bevendo stava agendo sui miei sensi. Quel porco di mio fratello mi aveva incistata con qualche schifezza di sua conoscenza, ed ora, ero li, fra le sue braccia che mi contorcevo dalla voglia, pronta a concedermi a lui come se come se fossi il primo sesso stata una troia, e non sua sorella. In quel momento, anche se fosse stato un cavallo o un mulo, mi sarei adattata ad ogni genere di penetrazione, tanto ero infiammata fra le gambe.

Ho tanta voglia di sciogliermi, di annegare nel tuo sperma, di godere, godere e poi ancora godere, fino a morire di piacere …! Mentre ero a farmi la doccia, avvertii il campanello di casa suonare. Mentre nuda, mi stavo asciugando i capelli col fon, sentii aprire la porta del bagno, e dallo specchio vidi Adamo ed anche i tre pokeristi che mi avevano posseduta per rivalersi del debito contratto da mio fratello.

In un primo momento feci la ritrosa tanto per non dimostrare che il sentirmi sfruttata mi piaceva infinitamente, poi, come se fossi il primo sesso che mi saltassero addosso, misi nuovamente dei limiti invalicabili, anche se speravo che li sorpassassero con prepotenza assoluta. Il che successe come io avevo previsto. Dopo avermi invasa davanti con due dei loro augelli contemporaneamente, in seguito, pur se io fingevo di lamentarmi, erano entrati nel mio dietro allo stesso modo dilatandomi quella mia parte che, fortunatamente, era molto malleabile di natura.

Fare il mestiere non mi dispiaceva affatto, poiché, oltre il denaro ne ricevevo anche piacere. Godevo con tutti i clienti che mi come se fossi il primo sesso, anche se credevano che io fingessi.

Ma essere sfruttata da mio fratello anche in quel modo, oltre come se fossi il primo sesso per pagare i suoi debiti di gioco, non mi piaceva assolutamente. Come se fossi il primo sesso lo sentii rientrare, verso mezzanotte, e mettere la macchina nel garage, mi denudai e poi corsi veloce nella sua camera e andai a nascondermi dietro il tendone della porta finestra. Per non fare di nuovo lo stesso sbaglio, gli afferrai il membro con entrambe le mani, e nonostante non avesse ancora raggiunto la consistenza adatta, lo infilai per quanto era possibile nella mia vagina, poi mi coricai completamente su di lui e cominciai a cavalcarlo da provetta cavallerizza, stuzzicandole i testicoli con la mano che avevo infilato fra di noi.

Ho diciotto anni ormai. Fai di me quello che preferisci. Prendimi in ogni dove e, se vuoi, sculacciami, frustami, trattami da schiava …! E se ti aggrada, fammi soffrire, puniscimi, ma, ti scongiuro, fammi tua imprimendo su di me un marchio di possesso. Con mio immenso disagio e stupore, vidi una lacrima scendere sulla sua guancia e finirle sulle labbra. Finalmente, ero riuscita a farmi possedere, anzi, a possederlo nel modo in cui avevo progettato di fare nelle mie animalesche e perverse fantasie di adolescente, ogni qualvolta lo spiavo, mentre si cambiava gli slip, oppure quando faceva sesso con la mia mamma ed io andavo ad osservarli dal buco della serratura, fantasticando di esserci io sotto di lui invece di lei, il cui corpo ormai non era più integro come invece lo era il mio.

Quando lui raggiunse il piacere riversandolo completamente dentro la mia vagina, ebbi la certezza che, da quel momento in poi, sarei stata soltanto sua, la sua amante, la sua schiava, la sua donna, oltre che eternamente la sua bambina. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.