Donna cinese o il sesso della Mongolia

9 Proverbi Mongoli che Devi Assolutamente Conoscere

Donna con Diamante Fox

I fiori di loto son racchiusi in scarpette strettissime, Quasi ella potesse camminare su acque autunnali! Le punte delle scarpe non spuntano di sotto le vesti, Per paura che i leggiadri ricami siano visti.

I figli sono in piedi addossati alle porte, Come degli dei caduti dal cielo. I loro cuori lanciano una sfida ai quattro mari, Ai venti, alle terre e alle migliaia di chilometri. Ma la figlia, nessuno si rallegra della sua nascita. La famiglia non realizza nessun guadagno con essa, Quando cresce, si nasconde nella sua camera, Nessuno la piange se sparisce dalla sua casa, Repentinamente, come una nuvola che si scioglie dopo la pioggia. Signora dai piedi piccoli, di chi sei figlia?

Sotto le sue vesti, Donna cinese o il sesso della Mongolia ricurve di otto centimetri. Muovere un passo è per lei difficoltoso, Quasi come percorrere mille miglia. Quando hai iniziato la fasciatura?

Perché mai tolleri questa pena senza fine? Non so il perché: è la sua risposta. Invocavo dal letto la mamma: Quanto ti preoccupi se io sto male, Come ti spaventa ogni mia caduta! Ecco perché voglio dedicare Questo tempo alla fasciatura.

Tanta parte della sua profumata giovinezza Passa in lacrime, vicino ai fiori che muoiono; Ode il canto degli uccelli, Ma il suo piede ricurvo è Donna cinese o il sesso della Mongolia una piccola tomba.

La condizione della donna nella civiltà cinese è stata oggetto di grandi variazioni. In effetti, i giovani, le loro spose con i bambini vivevano abitualmente con il primogenito della famiglia. I cinesi considerarono allora la donna come merce che era possibile acquistare o vendere.

Essa era debole e umiliata in tutti i campi. Peggio ancora, la sua nascita era considerata di malaugurio. I padri imploravano nelle loro preghiere che fossero loro dati dei figli maschi e una delle peggiori umiliazioni per una madre era di non possederne, perchè essi erano più adatti al lavoro dei campi e più decisi nel combattimento. La figlia era sottomessa, secondo il momento a tre autorità: quella del padre, del marito e del fratello maggiore, in assenza del genitore, o anche del proprio figlio in mancanza del marito.

Non riceveva nessuna istruzione, consacrandosi totalmente ai lavori domestici. Il padre sceglieva per lei lo sposo servendosi della mediazione di un sensale. Le donne vivevano nello spazio della casa a loro riservate e raramente si mescolavano agli uomini. La donna, Donna cinese o il sesso della Mongolia si sposava, andava subito ad abitare dal marito e ne assumeva il cognome.

Il suo dovere, in quel momento, consisteva nel servire i propri suoceri senza riserve, come prima era richiesto facesse per i genitori. Paradossalmente questi pensava a lei solo come alla madre dei suoi figli. Era fuori questione di onorare la sua bellezza o la sua cultura, si badava soltanto alla sua fecondità, alla sua capacità di accontentarsi e alla sua obbedienza. Nel caso lo sposo morisse, la sua vedova non aveva il diritto di Donna cinese o il sesso della Mongolia, o peggio ancora, era possibile chiederle di farsi cremare in onore del proprio marito defunto.

Gli storici hanno dovuto farvi ricorso per conoscere la miserabile situazione della donna. Quanto alle donne appartenenti a classe sociali più basse, erano, sicuramente ancor più da compiangere. I due elementi sono frammisti ed inseparabili. Nei due principi opposti, eppure complementari, il pensiero tradizionale cinese ha visto la spiegazione del continuo divenire del mondo e di tutte le cose.

Una condizione le cui ragioni devono essere ricercate nelle basi della storia e della tradizione culturale e sociale della Cina. La tranquillità, la pace, la sicurezza, è espressa, a sua volta, da un carattere che raffigura un tetto e da una donna. Serve e contadine avevano i piedi a grandezza naturale, come le donne delle minoranze etniche soprattutto della Mongoliamentre erano bendati quelli delle signore delle classi sociali più elevate, incluse naturalmente legittime consorti e concubine degli imperatori delle varie dinastie, a partire dagli Han a.

Opporsi alla fasciatura era cosa impensabile, significava ribellarsi alle tradizioni cinesi, che miravano a mantenere una netta divisione tra uomini e donne. Si passava poi strettamente la benda intorno al calcagno in modo che tallone e dita fossero ravvicinati il più possibile. Si ripeteva quindi il Donna cinese o il sesso della Mongolia fino a totale utilizzazione della fascia. Il piede delle fanciulle era soggetto a una forzata e continua pressione: lo scopo infatti non era solo quello di comprimere il piede, ma anche di curvare le dita, di ripiegarle sotto la pianta e di riavvicinare la pianta stessa al tallone fino al limite del possibile.

Le donne non potevano togliere le fasciature neanche da adulte, perché i piedi avrebbero ripreso a crescere. Potevano solo allentarle temporaneamente di notte, e allora calzavano scarpette dalla suola morbida. Di rado gli uomini vedevano nudi i piedi fasciati, che di solito erano ricoperti di Donna cinese o il sesso della Mongolia putrescente e mandavano cattivo odore, una volta tolte le bende.

La donna di buona educazione provava grande imbarazzo e vergogna — che poteva condurla sino al suicidio — quando ad accarezzarle il piede o a toglierle la scarpa era una persona diversa dal marito.

Vi era anche tutta una serie di termini per descrivere il piede, la scarpa e i suoi accessori. Le scarpe di queste donne dai piedi piccoli, confezionate su misura — di cotone per tutti i giorni e di seta ricamata per le ricorrenze — erano lunghe da 7 a 12 centimetri. La pratica di fasciare i piedi raggiunse la massima diffusione verso la fine della dinastia Qingma già allora erano evidenti i segni della sua decadenza. Le frequenti disposizioni imperiali contro il costume era la riprova della loro inefficacia.

Nel sec. Verso la fine del sec. Certo è che le donne con i piedi fasciati che vissero nel periodo di transizione soffrirono doppiamente. Nella prima fanciullezza dovettero sopportare il dolore e il disagio della fasciatura, solo per sentirsi dire, nella maturità, che le loro Donna cinese o il sesso della Mongolia erano state vane, dati i nuovi dettami della rivoluzione e i cambiamenti dei gusti estetici. La riforma conobbe i suoi primi successi nelle città e nei grossi centri. Verso la fine degli anni Venti la pratica della fasciatura era ormai in fase calante; ma la concezione maschile conservatrice, che vedeva nella donna un essere inferiore e un passatempo, era rimasta sostanzialmente inalterata.

La donna cinese dovette attendere la definitiva ascesa al potere di Mao, per vedere distrutta totalmente questa pratica. Come visto, il ruolo della donna in Cina è sempre stato subalterno e tenuto ai margini della cultura e della scienza. In questo volume si ripercorrono certi tratti della medicina che, quando spiegava la fisiologia della donna, Donna cinese o il sesso della Mongolia impaludava in ambiguità, ristagnava in vecchie posizioni scientifiche e agiva sul senso comune.

Le spiegazioni fisiologiche delle differenze tra uomo e donna venivano in aiuto a Donna cinese o il sesso della Mongolia, nel turbinoso itinerario del pensiero emancipazionista, radunavano le forze necessarie per opporvisi e contrastare le pretese di trasformazioni. Quali possono essere le cause di questa situazione che risale indietro nei secoli? Forse già nelle epoche preistoriche, la forza fisica necessaria per sopravvivere, le numerose gravidanze e il lungo periodo di allattamento e di cura della prole hanno portato alla differenziazione dei compiti.

Forse per questo le donne che sono emerse nel passato erano soprattutto umaniste, pittrici, scrittrici, poetesse, ma molto più raramente scienziate. Comunque oggi cresce sempre di più il numero di ragazze che scelgono materie ritenute tipicamente maschili come ingegneria. Malgrado le difficoltà incontrate, non sono poche le scienziate che hanno portato importanti contributi allo sviluppo della scienza.

La storia Donna cinese o il sesso della Mongolia tramanda i nomi di alcune famose scienziate. Fra le matematiche va ricordata Ipazia d. Fu uccisa barbaramente da monaci, forse anche perché tanta genialità matematica in una donna poteva sembrare indice di empietà. A loro si deve lo studio delle nubi interstellari, la scoperta di regioni apparentemente prive di stelle, che oggi sappiamo essere regioni ricche di polveri che ci nascondono le stelle retrostanti, e lo studio della distribuzione delle stelle sulla volta celeste.

Un terzetto di astronome americane che hanno legato il loro nome a scoperte e ricerche fondamentali per la moderna astrofisica sono Henrietta Swan LeavittAnne Cannon e Antonia Maury Alla seconda si deve la classificazione degli spettri di più di Essa ha anticipato di almeno due decenni il metodo di determinazione delle distanze dal semplice studio dello spettro.

Una grande astrofisica, iniziatrice dei metodi di studio delle atmosfere stellari e della Donna cinese o il sesso della Mongolia della loro composizione chimica è stata Cecilia Payne Gaposchkin Oggi sono numerosissime le astrofisiche di fama internazionale che guidano gruppi di ricerca nei più svariati campi, dalla fisica stellare alla cosmologia, e delle più svariate nazionalità.

Altrettanto numerose sono le scienziate nel campo della biologia e delle scienze mediche, molte insignite di premio Nobel. Per tutte ricordiamo Rita Levi- Montalcini premio Nobel per la medicina nel Sebbene oggi Donna cinese o il sesso della Mongolia contributi delle donne alla scienza vengano riconosciuti, resta il fatto che le scienziate per emergere devono generalmente lavorare di più dei loro colleghi e devono ancora superare numerosi pregiudizi, che, contrariamente a quanto si crede, sono maggiori nei paesi anglosassoni che non in quelli latini.

Torniamo alla Cina e alla Medicina Tradizionale di quel Paese. Prima giudicare con dura severità la tradizione cinese, va coemmunque ricordato che, in Europa, solo la Scuola Medica Salernitana conferirà la Laurea anche ai Medici appartenenti al gentil sesso 5 e più tardivamente che in Cina.

Note 1. Vedi: it.