Scimmia sesso e in linea umana

“Sesso e potere nel bonobo: una storia al femminile”

Porno con la moglie di un altro

Francesco Lamendola. Articolo d'archivio. Luigi De Marchi è uno psicologo clinico e sociale e un politologo che, negli anni Settanta del secolo scorso, si è messo in luce nelle battaglie per i diritti civili. Segretario nazionale dell'AIEV negli anni Cinquanta, nei decenni successivi è stato presidente delle sezioni italiane delle tre maggiori scuole di psicoterapia: quella psico-corporea ispirata a Wilhelm Reich, quella bioenergetica di Alexander Lowen e quella umanistica di Carl Rogers.

Se ne è poi allontanato, perché gli sembrava che nessuna di esse abbia compreso l'importanza dell'angoscia di morte nell'insorgenza dei comportamenti paranoici dell'uomo; e ha fondato, a Roma, l'Istituto di Psicologia Umanistica Esistenziale, che tuttora dirige. De Marchi ha sempre sostenuto che la peggiore calamità del nostro tempo è l'esplosione demografica, perché da essa derivano molti dei mali da cui è afflitta l'umanità: fame, guerra, genocidio, disastro ambientale, crisi energetica, disoccupazione diffusa, migrazione disperata di masse sempre più numerose dal Sud al Nord della Terra.

Scimmia sesso e in linea umana ha accentuato il suo interesse per scimmia sesso e in linea umana politica e si è fatto promotore di una "rivoluzione liberale", coniugando valori umanistici e lotta alla burocrazia statale. Ha partecipato anche alla realizzazione di programmi televisivi, convinto che la TV sia un mezzo privilegiato per incidere in senso positivo sui mutamenti comportamentali. Le idee-forza del nuovo Umanesimo Liberale Seam, ; O noi o loro! Produttori contro burocrati, ecco la vera lotta di classe della Rivoluzione Scimmia sesso e in linea umana Bietti, ; Lo shock primario Rai-Eri, ; Il solista.

Autobiografia d'un italiano fuori dal coro Edizioni Interculturali, Molti di queste opere sono state tradotte anche all'estero. Partendo da una visione rigorosamente naturalistica e biologica dell'uomo, egli sostiene che vi è un unico filo conduttore che lega le vicende della "scimmia umana", dalla sua emergenza biologica fino alle prospettive di apocalisse atomica che contrassegnano i nostri giorni. Convinto che le strutture psicologiche fondamentali rimangono invariate nel susseguirsi vorticoso di culture, ideologie e istituzioni, egli individua tale filo conduttore nello shock esistenziale dovuto al "trauma primario" con il quale la scimmia umana ha dovuto prendere coscienza del proprio destino di morte.

Tale shock è stato, in lei, più sconvolgente che in qualunque altro essere vivente, scimmia sesso e in linea umana a causa delle sue particolari facoltà intellettive e affettive, che hanno moltiplicato l'eco di quella sconvolgente scoperta, davanti alla ineluttabilità della propria morte e al dolore per quella delle persone a lei care.

La violenza intraspecifica, caratteristica della specie umana, acquista un nuovo significato se viene letta come una doppia risposta, ugualmente regressiva e paranoide, all'angoscia di morte: quella sadica e aggressiva e quella masochista ed espiatoria.

Si tratta, in entrambi i casi, di un tentativo di esorcizzare e mascherare il "tabù originario", riversando in scimmia sesso e in linea umana compulsive e violente l'insostenibilità dello shock esistenziale. I miti e i riti della sopraffazione, della guerra, dell'espiazione e dell'auto-punizione, non sono che le forme elaborate dall'uomo, guidato dai suoi istinti gregari, per fare fronte comune davanti alla suprema minaccia di annientamento che lo assedia da scimmia sesso e in linea umana parte.

Nella sua duplice valenza di tentativo di fuga e di illusione di salvezza, il millenarismo religioso e politico ha accompagnato la scimmia umana fino alla crisi epocale che caratterizza l'era atomica: crisi di tutte le certezze e di tutte le ideologie; ma, proprio per questo, suscettibile di innescare una inversione di tendenza. La stessa radicalità e vicinanza del pericolo, dunque, potrebbe innescare una sorta di mutazione della cultura umana, capace di indurre a un ripulsa delle morali coercitive e delle ideologie totalitarie e di sviluppare, al contrario, quell'incremento armonioso della vita, che trova la sua fonte nei bisogni emozionali più profondi: il desiderio e l'amore.

E appunto come un tenero atto di amore verso la scimmia umana, fin dal titolo del libro, Luigi De Marchi imposta scimmia sesso e in linea umana sua analisi. I documenti di queste antichissime fantasie e credenze di vita ultraterrena risalgono al paleolitico medio; appartengono a una razza umana quella neanderthaliana anteriore all' homo sapiens sapiens e per vari aspetti ancora quasi scimmiesca, sono la prima forma di cultura umana di cui si abbia traccia e anticipano di decine di migliaia di anni i successivi più antichi documenti culturali finora scoperti: i dipinti rupestri della Dordogna, risalenti a Da questa primordiale negazione della morte è derivata una miriade di miti e riti sempre più complessi, ma tutti sempre finalizzati a difendere l'essere umano dallo shock esistenziale e dalla relativa angoscia di morte.

Tanto la declinazione paranoicale quanto quella espiatoria, col loro corte tragico di servilismi e sopraffazioni, di violenze inflitte e autoinflitte, sono due facce della stessa medaglia: la spinta ossessiva a propiziarsi il perdono o la "grazia" come si disse significativamente anche dei condannati a morte da parte della divinità e, con la grazia, l'immortalità.

In tal modo l'angoscia di morte è divenuto un fattore tanto potente quanto patogeno della moralità individuale e sociale. Il comportamento dell'uomo, infatti, è stato regolato, più che dall'affetto e dalla solidarietà per i suoi simili, dalla paura della punizione e dall'esclusione da ogni salvezza ultraterrena. Questo danno è stato tuttavia attenuato dal fatto che, almeno per gli appartenenti alla stessa fede, sono stati inseriti tra gli obblighi morali di molte religioni. Dall'angoscia di morte spesso rimossa sono derivati innumerevoli altri atteggiamenti e comportamenti reattivo-difensivi nei campi più diversi: dai costumi sessuali alle dinamiche demografiche, dai processi economici ai movimenti politici, artistici, culturali e perfino psicologici e psichiatrici.

La negazione o la rimozione dell'angoscia di morte è stata anche, significativamente, una delle principali preoccupazioni della psicologia e della psichiatria moderne. Probabilmente a partire dalla predicazione zoroastriana VI secolo a. Tutti scimmia sesso e in linea umana seguaci e i profeti delle altre fedi furono visti come nemici da combattere e abbattere in quanto agenti del male. A i combattenti di queste guerre sante fu garantito il paradiso.

Ai nemici, l'inferno. Come rilevato al punto 4, si produsse una elaborazione paranoicale della difesa religiosa contro scimmia sesso e in linea umana di morte, che sta alla base di innumerevoli orrori interni ed esterni alle culture dominate da queste religioni fanatiche e millenaristiche la cristiana e l'islamica soprattutto.

Essa aveva avuto vari precedenti in altre epoche e civiltà: per esempio, nella Grecia del V e IV secolo a. Nella stessa Europa cristiana, come si è detto più sopra, la stessa difesa religiosa, sostanzialmente solida durante tutto l'alto Medioevo, aveva avuto una prima incrinatura per fattori interni la sempre più schiacciante angoscia di dannazione tra il XII e il XIV secolo e varie altre crisi minori, dal XV al XVIII secolo, che erano state sempre superate in qualche modo mediante forme di coesistenza, "doppia verità" e compromesso tra ortodossia religiosa e pensiero umanistico e scientifico.

La crisi iniziata nel XVIII ed esplosa nel XIX e XX secolo si differenzia da tutte le precedenti perché appare molto più radicale e irreversibile : non si tratta più di un conflitto tra élite culturali, ma della silenziosa e generale dissoluzione dei dogmi e delle credenze religiose nella psiche dei popoli attraverso un processo pervasivo di laicizzazione della società, dell'informazione e del clima culturale in genere.

E dall'Europa questa crisi si è estesa a tutto il mondo industrializzato e va ora estendendosi anche al Terzo Mondo. Alla Provvidenza Divina, cioè, si è tentato di sostituire una Provvidenza storica e una Provvidenza naturale.

La civiltà europea, ove la crisi delle difese religiose si è verificata più precocemente e su scala più generalizzata, ha cercato di reagire al ritorno massiccio dell'angoscia esistenziale appunto con un nuovo tipo d millenarismo fanatico a carattere non più religioso ma sociale e politico: il totalitarismo fascista e comunista con i suoi programmi di universale felicità terrena. Il fatto che il millenarismo politico totalitario si sia diffuso dall'Europa ad altri continenti e dai paesi industrialmente avanzati a paesi estremamente sottosviluppati dal punto di vista economico oltre che diversissimi per tradizioni storiche, mi sembra dimostrare al tempo steso sia l'egemonia delle dinamiche psicologiche su ogni altro tipo di dinamica economica, ideologica o istituzionale sia il crescente processo di diffusione della crisi delle certezze religiose.

Ai nuovi miti millenaristi di stampo politico totalitario sono stati particolarmente sensibili gli intellettuali, com'era forse inevitabile per un gruppo più precocemente e più duramente colpito dal crollo delle certezze religiose.

Anche i giovaniin quanto meno rassegnati e più difesi contro la morte, hanno ceduto e cedono più facilmente ai miti totalitari o, significativamente, alla droga ; in altri termini, quando crollano i loro paradisi politici molti giovani si rifugiano nei paradisi chimicipur di sottrarsi in qualsiasi modo all'impatto con la realtà angosciante dell'esistenza. Oggi molti reduci delusi della militanza rivoluzionaria si orientano verso un ritorno ai miti religiosi e qui sta una radice importante dell'enorme successo dei misticismi e dei guru orientali in questi anni mentre altri ex militanti ultrà come i "verdi" olandesi, tedeschi e italiani scoprono il radicalismo ecologico.

Questi fenomeni se da un lato confermano pienamente un assunto centrale delle analisi qui condotte - e cioè la sostanziale intercambiabilità dei millenarismi religiosi, politici e naturalistici - dall'altro hanno scarse prospettive dui successo proprio perché scimmia sesso e in linea umana l'ottica millenaristica che è entrata in crisi scimmia sesso e in linea umana in seguito all' evoluzione intellettiva, cognitiva ed etica dell'uomocosicché la credibilità delle sue promesse risulta sempre più effimera.

Pochi altri, infine, col terrorismo hanno tentato un rilancio del mito e del rigorismo rivoluzionario, tanto scimmia sesso e in linea umana cruento e fanatico quanto più forte era la loro paura d'un crollo generalizzato delle certezze ideologiche. Del resto, anche le chiese e le sette religiose avevano reagito col terrorismo fanatico agli scricchiolii delle loro certezze. Ma anche questa "soluzione" è in via di estinzione. Particolarmente paradossale e significativa è stata la rimozione scimmia sesso e in linea umana primaria di morte in psicologia e psichiatria, dato che in queste scienze lo studio dell'angoscia e della rimozione è ormai da un secolo un vero e proprio leitmotiv.

Insomma, siamo una specie che ha reagito e insiste a reagire con meccanismi obsoleti di difesa alle nuove minacce di collasso psichico prodotte dal suo stesso sviluppo mentale. L'uomo si comporta cioè come una talpa, scimmia sesso e in linea umana, per salvarsi, insiste a interrarsi anche quando una ruspa potente in questo caso la forza dell'evoluzione etica e cognitiva umana soleva e ribalta la zolla in cui essa s'interra. A quanto pare non ci rendiamo conto che quella odierna è la più terribile crisi della nostra specie dai tempi in cui l'uomo esiste come uomo, cioè come animale consapevole : e lo è non solo per i motivi militari, economici, demografici e ecologici solitamente indicati, ma per motivi esistenziali che incidono sulle radici stesse dello psichismo umano.

Questa crisi segna l'agonia della cultura umana quale s'era concretata dalle sue origini nel paleolitico medio e superiore: una serie, cioè, di formazioni compulsive di topo difensivo, depressivo o paranoicale e di natura via via magico-religiosa, filosofica, demografica, poluitia, artistica all'angoscia di morte e ala sua rimozione.

Ora queste estreme difese stanno crollando. Resta da vedere se l'essere umano riuscirà a sopravvivere senza di esse, se sarà costretto a regredire a livelli coscienziali e intellettivi che ne consentano la ricostruzione, o infine se riuscirà a elaborare scimmia sesso e in linea umana nuova cultura non più millenaristica e salvazionistica ma finalmente risanata dai funesti deliri espiatorie paranoicali di tutta la sua storia, e quindi aperta all'amore autentico tra gli uomini, alla loro solidale alleanza contro il comune destino.

Dicevamo che tutta l'argomentazione di Luigi De marchi muove da una visione materialistica ed evoluzionistica dell'uomo, che egli dà per scontata, tanto da parlare di "scimmia umana" e da non vedere nella cultura se non una continua variazione sul tema dello shock esistenziale : la scoperta della ineluttabilità della morte e la conseguente angoscia, mascherata sotto infiniti travestimenti ideologici.

In un certo senso, la sua diagnosi circa la condizione umana e la sua proposta, favorire la presa di coscienza che l'uomo deve imparare a vivere e a morire senza attendersi improbabili paradisi in cielo o in terra, ricorda per più aspetti quella del filosofo Salvatore Natoli, della quale ci siamo appena occupati cfr. Lamendola, Etica del finito come neopaganesimo nella proposta di Salvatore Natolisul sito di Arianna Editrice. Entrambi, con diverse sfumature, propongono di costruire un'etica del finito che rompa per sempre con la tradizione culturale, spirituale e religiosa da cui proveniamo.

Ma vi sono anche due aspetti che lo legano all'ontologia di Emanuele Severino cfr. Lamendola, Gli immutabili, il niente, il caso nella filosofia di Emanuele Severino anch'esso sul sito di Arianna Editrice.

Il primo aspetto è quello relativo al giudizio totalmente negativo che viene espresso sull'intera storia della cultura: per Severino della cultura occidentale, per De Marchi scimmia sesso e in linea umana cultura umana in quanto tale; e che, con sbrigativa semplificazione, affastella e accomuna praticamente tutte le manifestazioni del pensiero religioso e politico, da Cristo a Marx, da Mussolini alla Conferenza di Bandung. Per Severino si tratterebbe di una angoscia del divenire dovuta all'oblio dell'essere e al senso di minaccia da parte del nulla; secondo De Marchi sarebbe, invece, una angoscia di morte che deriva dallo shock esistenziale originario.

Per entrambi, il mancato riconoscimento della vera origine dell'angoscia, avrebbe spinto gli uomini a inseguire delle risposte totalitarie, regressive e autodistruttive, che, dalla religione alla politica, non hanno fatto altro che disseminare di errori ed orrori la storia dell'Europa e del mondo. Come si vede, non vi è alcuna particolare sensibilità per le sfumature; il quadro è monocorde, insistito, tetro, un tantino ossessivo; privo di mezze misure, squadrato con scimmia sesso e in linea umana.

La religione non è che una reazione paranoica all'angoscia di morte; e, quando le sue basi filosofiche sono state messe in crisi dal progresso del pensiero e della scienza, altre religioni, laiche ma non meno fanatiche e pericolose, ne hanno preso il posto: i totalitarismi politici, la cui ultima, sanguinosa eco è stato il terrorismo degli anni Settanta e Ottanta.

Lo spettacolo della storia umana è quello di un'unica, monotona alienazione che assume le forme della violenza eterodiretta sadismo o autodiretta masochismo. Sempre e ovunque l'uomo, davanti all'incapacità di dominare l'angoscia di morte, pare non abbia saputo far di meglio che infliggere al suo prossimo o a se stesso le forme più variegate di violenza, fisica o psicologica, scimmia sesso e in linea umana con le sue stesse mani una specie di inferno terreno.

Fatto significativo, fra le minacce totalitarie prodotte dall'angoscia di morte De Marchi non sembra far rientrare quella della scienza e della tecnica odierne: il che, del resto, è in linea con la sua visione evoluzionistica e razionalistica, basata sull'idea di progresso. Al contrario, egli colloca esplicitamente l'ambientalismo contemporaneo tra le forme degli esecrati totalitarismi millenaristici, accanto al fascismo e al comunismo.

Il pericolo per il nostro futuro, insomma - stando a questa interpretazione - viene più dagli ambientalisti che lottano contro l'irreparabile distruzione della natura, che non da una scienza senza coscienza e da una tecnica mercenaria che realizzano materialmente, al servizio di un Logos strumentale e calcolante, tale distruzione.

A dispetto della sua radicale avversione per ogni scimmia sesso e in linea umana di scimmia sesso e in linea umana e di totalitarismo, la conclusione di De Marchi ricalca, inconsapevolmente, la tanto aborrita prospettiva salvazionistica: gli uomini devono finalmente prendere coscienza della loro condizione finita e mortale come per Natoliunirsi in solidale scimmia sesso e in linea umana contro il dolore e la morte come per Leopardiriscoprire la bellezza del mondo nella sua radicale immanenza come per Severino.

A un certo punto Scimmietta ti amocit. Insomma, si tratta del vecchio richiamo della filosofia della storia, intesa come tentativo di fornire uno schema interpretativo unitario di tutti i fatti umani: come per Spengler, come per Toynbee, vi è qui una dichiarata esigenza di ridurre il molteplice all'unità, di delineare il senso della vicenda umana e di predirne, se possibile, gli esiti futuri.

Ma, a differenza di Spengler e di Toynbee, De Marchi non si accontenta di una interpretazione unitaria dei fatti storici, egli cerca anche la moderna pietra filosofale che gli permetta una interpretazione unitaria di tutti i principali fatti psichici, spirituali e culturali: dalle pitture rupestri dei scimmia sesso e in linea umana alle più recenti avanguardie artistiche, dai riti sciamanici degli uomini del paleolitico alle moderne idolatrie della storia elaborate da Hegel Marx, Lenin e Hitler.

Il minimo che si possa obiettare a questo tipo di filosofia è che, se la storia del pensiero umano non è stata che una serie di errori, di alienazioni, di scimmia sesso e in linea umana inconsulte a un paranoico terrore della morte, per quale mai ragione si dovrebbe accordare maggior fiducia all'ennesimo annuncio di salvezza, all'ennesima ricetta per il paradiso in terra? Non solo: per realizzare un simile obiettivo, De Marchi propone di fare piazza pulita di ogni idea o progetto "totalitario", sia trascendente che immanente, intendendo con tale espressione ogni pretesa di risposta salvifica totale al disagio della condizione umana.

Ebbene, si potrebbe mai immaginare una proposta più totalitaria di questa? Si tratta, infatti, di una proposta che getta fra i rifiuti scimmia sesso e in linea umana storia più o meno tutto quello che l'uomo ha pensato, sentito e realizzato negli ultimi trentamila anni della sua vicenda, bandendo come sogni patetici e funeste illusioni tutte quelle cose che gli hanno dato coraggio, fede, speranza e amore - insieme, è vero, a manifestazioni d'intolleranza e prevaricazione.

Come per Natoli, l'obiettivo finale di De Marchi è una gigantesca mutazione antropologica, la costruzione di una umanità radicalmente rinnovata sia nella sfera affettiva che in quella intellettiva; una umanità scimmia sesso e in linea umana riparta da zero, facendo tabula rasa di valori, codici e pratiche fino a qui considerati scimmia sesso e in linea umana e giusti, se non addirittura sacri.

Buone sono state, sino ad ora, la rinuncia, la rassegnazione, l'espiazione; e, al tempo stesso, l'intolleranza, l'aggressività, la violenza ideologica ma possono essere vere entrambe le cose, contemporaneamente? In fondo, è la vecchia filosofia dei Lumi che fa capolino dalle riflessioni di De Marchi: il vecchio mito di una Ragione che rischiarerà per sempre le tenebre in cui l'uomo è vissuto finora, e in cui stregoni e preti malvagi, dittatori e crudeli incantatori di folle, l'hanno relegata, mettendola in ceppi e vanificando la sua scimmia sesso e in linea umana alla libertà dalla paura, dal bisogno e dal dolore.

E, alla fine di questo "rischiaramento" di kantiana memoria, l'umanità bambina diverrà finalmente adulta, e potrà incamminarsi verso le magnifiche sorti e progressive.

Vale comunque la pena di riprendere il testo di De Marchi e di esaminarlo brevemente, per evidenziarne gli scimmia sesso e in linea umana che, a nostro parere, risultano poco convincenti. Poiché i punti sono ben diciotto, non li esamineremo tutti ma ci fermeremo al sesto. Ma chi è questo "uomo primordiale" di cui parla De Marchi? Non è un uomo storicamente definibile, quanto piuttosto un'astrazione del pensiero.

Non esiste la minima prova che questo essere primordiale, questa "scimmia" umana, abbia subito lo scimmia sesso e in linea umana esistenziale in questione. Ancora più ipotetica è l'affermazione che l'intera cultura umana sia un prodotto derivato da un tale shock.

Indicano che egli credeva, o almeno sperava, in una tale sopravvivenza. Che fossero "fantasie", questo è un giudizio di valore che l'autore non si prende affatto la briga di documentare: semplicemente lo pone, lo dà per auto-evidente. Per cui, più che a una interpretazione storica o scimmia sesso e in linea umana una tesi filosofica, qui ci troviamo di fronte a un'asserzione apodittica. Come già detto, qui De Marchi non argomenta e non teorizza: asserisce.

Anche la tesi che magia e religione nascano da una medesima radice è una tesi discutibile e, comunque, molto vecchia. Risale, quantomeno, a Il ramo d'oro di James George Frazer, che fu scritto un secolo fa, in pieno clima positivista.

Inoltre, diffidiamo istintivamente di tutte le teorie che pretendono di essere onnicomprensive di un'intera classe di fenomeni, anche assai diversi tra loro; che pretendono di dire l'ultima parola sull'origine comune di tutte le manifestazioni spirituali, come possono esserlo le religioni. Anche qui, troviamo espresse due tesi molto datate: che la religione nasca unicamente dall'ansia dell'uomo di propiziarsi il perdono della divinità, onde essere riscattato dalla morte incombente; e che la donna, il sesso e il libero pensiero siano sempre stati il bersaglio designato scimmia sesso e in linea umana repressione religiosa.

Si noti che tutto quanto non rientra in questo schema preconfezionato o contrasta irrimediabilmente con esso, ad esempio i culti orgiastici nelle religioni dei misteri o la posizione relativamente emancipata della donna in una società profondamente religiosa, come quella egiziana, viene puramente e semplicemente ignorato. La stessa storia del cristianesimo medioevale sembra che si riduca, in questo rigido schema, a una versione caricaturale e tendenziosa, come quella che emerge dal discutibile romanzo di Umberto Eco Il nome della rosa : come se non avesse prodotto altro che monaci laidi, frustrati e ignoranti, e non uno straordinario rigoglio di scimmia sesso e in linea umana, di cui le cattedrali gotiche sono solo una delle superbe manifestazioni.