Sesso Storia della Costa fede

Nefandezze di papi santi - 3a parte

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Voce principale: Corsica. La storia della Corsicain cui l'insediamento umano è testimoniato almeno dal X millennio a. Nella storia della Corsica geografia ed orografia hanno avuto conseguenze più spiccate che altrove.

La grande isola mediterranea è una sorta di "montagna in mezzo al Sesso Storia della Costa fede, attraversata com'è, da nord-ovest a sud-est, da un notevole sistema di catene montuose le cui cime superano spesso i metri.

Questo sistema montuoso ha da sempre diviso la Corsica in due parti: quella a Nord-Est oggi Haute-Corsedetta storicamente Banda di dentroDi qua dai monti o Cismonte avendo come riferimento l' Italiae quella a Sud-Ovest oggi Corse-du-Suddetta Banda di fuoriDi là dai monti o Pumonte. La grande divisione orografica longitudinale e quelle minori, ma a volte non meno importanti trasversali, più marcate nella zona sud-occidentale, hanno dunque finito per creare nell'isola confini ideali, sociali, linguistici e politici.

Tali confini, filtrati dalla storia, si sono tradotti nelle suddivisioni amministrative che, con poche variazioni, sono rimaste immutate sino ai giorni nostri. LiguriFeniciGreciEtruschiRomaniVandaliBizantiniPisaniAragonesiGenovesi e, per ultimo, i Francesi che, con il Trattato di Versailles del di fatto costrinsero la Repubblica di Genova a cedere l'isola, e subito dopo l'annesserosi sono fatti signori di Corsica durante il trascorrere di oltre due millenni.

Risalgono a circa il a. Romanelliano i primi giacimenti di pietre scheggiate e gli abbozzi scultorei finora ritrovati in Corsica, nella regione di Porto-Vecchio. Uno scheletro femminile la dame de Bonifacio datato al VII millennio a. Il Neolitico antico è rappresentato in Corsica da reperti di ceramiche cardiali e da ossidiana importata. I maggiori influssi sembrano provenire sia dalla Toscana che dalla Sardegna. Secondo l'archeologo Giovanni Lilliunella seconda metà del IV millennio a.

La facies corso-gallurese interessava prevalentemente l'intera Gallura Sesso Storia della Costa fede espansione oltre le Bocche di Bonifacionella Corsica del Sud. Sempre secondo G. Lilliu, tale facies evidenziava una società a sfondo aristocratico ed individualistico, e si distingueva chiaramente da quella predominante di Ozieri, tendenzialmente democratica e con chiari influssi dal Mediterraneo orientale.

La facies pastorale aristocratica di Arzachena e la cultura Sesso Storia della Costa fede democratica Sesso Storia della Costa fede Ozieri, costituiranno la più importante componente sociologica delle popolazioni sarde prenuragiche [4]. L' eneolitico corso è caratterizzato dal terrinianoche prende il nome dal sito di Terrina, sulla costa centro-orientale, dove ebbero una preoce diffusione le Sesso Storia della Costa fede legate alla metallurgia del rame.

In questa fase si sviluppa, nel Sud, la civiltà torreana. Di questa cultura restano oggi numerose torri megalitiche con struttura simile a quella dei nuraghi sardi. Per la natura dei reperti, la loro epoca e la loro localizzazione, gli studiosi hanno accertato che tale civiltà fosse un'estensione di quella coeva sviluppatasi in Sardegna. Secondo una teoria invasionistica, sviluppata principalmente dal Grosjean negli anni settantai Torreani che l'autore fa coincidere con l'antico popolo del mare degli Shardana [6] ebbero la meglio sui megalitici e li scacciarono verso il centro e il nord dell'isola.

Lo stesso sito di Filitosa recherebbe le tracce della distruzione cruenta dell'insediamento precedente e la Sesso Storia della Costa fede ad esso di uno torreano. Oggi questo modello non è più accettato dalla maggior parte degli studiosi che vedono nei Torreani l'evoluzione delle locali comunità neoeneolitiche [7].

Iniziata sull'isola attorno all' VIII secolo a. Anche i Greci resistettero poco: nel a. In realtà secondo Erodoto i Focei avevano vinto, ma si sarebbe trattato di una vittoria cadmeadato che delle 60 navi impiegate la metà del complessivo armo Sesso Storia della Costa fede flotte avversarie 40 furono affondate e le restanti rese inservibili.

Gli Etruschi ripresero pertanto quel controllo sulle sponde orientali dell'isola che già in precedenza avevano consolidato con l'attività delle marine da guerra di PisaVolterraPopuloniaTarquinia e Cere [11]. Alla loro presenza è attribuito il Sesso Storia della Costa fede di Tarco nella costa sud orientale, che richiama la città di Tarquinia. Seguirono le incursioni dei Siracusani che, nel V secolo a. I siracusani mossero una prima volta verso l'isola al comando di Apello nel a.

Il Portus Syracusanus è stato classicamente individuato nel sito dell'attuale Porto Vecchiotuttavia vi sono diversi studiosi di epoche diverse che confutano questa tesi, sostenendo che possa essere stato nel golfo di Santa Amanza [13]oppure a Bonifacio [14].

Il dato sul primo serio interessamento di Roma all'isola lo si ricava da un testo di argomento insospettabile: è infatti in Teofrastoil botanico greco, che si legge di una spedizione romana in Corsica finalizzata alla fondazione di una città.

La spedizione sarebbe avvenuta intorno al IV secolo a. Fallita la spedizione, non era cessata l'attenzione dell'Urbe per il mare e per questo interesse giunse anche, all'incirca nel a.

Anche Polibionarrando dei trattati [20]Sesso Storia della Costa fede menziona la Corsica e da questo silenzio, insieme al fatto che l'isola non figurava nemmeno nelle descrizioni dei territori a controllo cartaginese, il Pais ed altri dedussero che la facoltà di controllarla che tempo prima Cartagine aveva pattuito con gli Etruschi, si fosse da questi trasmessa a Roma [16]. Tuttavia lo stesso Pais ricorda, per converso, che Cartagine non aveva mai rinunziato a mire sull'intero Mediterraneo, e che riponeva nella Corsica un interesse specifico, giacché a partire dal a.

I trattati imperituri non durano mai quanto promettono e Roma era infatti impegnata nella prima guerra punicagià dal a. Nonostante al rientro del console a Sesso Storia della Costa fede si celebrasse il suo trionfo [27] per la vittoria su Cartaginesi, Sardi e Corsi, nondimeno si rese necessario 23 anni dopo, nel a.

Prima di questa operazione, Clinea aveva già reso pericolante la sua reputazione presso i Romani, avendo osato andare in battaglia contro l'avviso degli àuguri [30] ed avendo pure commesso un sacrilegio consistente nell'avere o aver fatto strangolare dei galli sacri; ansioso di riguadagnare prestigio, mosse da solo contro il nemico e ne fu sconfitto [3].

Nel a. Qui i padroni di casa ebbero facilmente la meglio, dovendo il romano fare i conti anche con la scarsità di rifornimenti e perdendo uomini, oltre che per le azioni militari, anche per la denutrizione delle sue truppe [31]. Inizialmente i Romani si limitarono a controllare l'isola senza avviare una vera e propria colonizzazione.

Il II secolo a. Oltre al silenzio letterario sulla spedizione, colpiscono due aspetti anche più singolari del poco che ne è stato tramandato: il primo è che dopo aver avuto notizia del successo il senato romano indisse delle preghiere pubbliche, il secondo è che saputo a sua volta di quanto importante fosse stato considerato il suo successo, Thalna ne trasse tanta emozione da addirittura morirne [36].

Morto Thalna, la ribellione dovette riprendere immediatamente, sostiene il Colonna [3]poiché Valerio Massimo, pur senza parlare di altre rivolte, segnala che dalla Sardegna dovette allungarsi sull'isola corsa anche Scipione Nasica a completare la pacificazione; circa la complessiva azione romana di repressione delle insurrezioni, lo stesso Colonna suggerisce inoltre che in nessun caso debba essersi trattato di successi pieni poiché, oltre che al primo, a nessun altro condottiero fu poi più concesso il trionfo [3].

Nell' 81 a. Analogamente Sesso Storia della Costa fede quanto avveniva in altre province la Corsica era amministrativamente associata alla Sardegna con la riforma di Ottaviano Augusto del 4 a.

Presso Aleria e Mariana si approntarono basi secondarie della flotta imperiale di Miseno. Nel 44 a. La tradizione della proprietà comune delle terre comunali non fu eradicata del tutto se Sesso Storia della Costa fede nella seconda metà Sesso Storia della Costa fede XIX secolo.

Malgrado i continui collegamenti con l'Italia e forse per la sua natura selvaggia, l'isola divenne regolare mèta d'esilio e rifugio di cristiani, che probabilmente vi diffusero la nuova fede. In epoca Antonina si perfezionarono le vie di comunicazione interna strada Aleria-Aiacium e, sulla costa Est, Aleria-Mantinum - poi Bastia - a Nord e Aleria-Marianum - poi Bonifacio - a Sud Sesso Storia della Costa fede l'isola era pressoché completamente latinizzata, salvo qualche enclave montana.

Secondo altre ipotesi, più recenti, gli influssi linguistici potrebbero essere dovuti a migrazioni più tarde, risalenti all'arrivo di profughi dall' Africa tra il VII e l' VIII secolo. La stessa ondata migratoria sarebbe Sesso Storia della Costa fede anche in Sicilia e in Calabria. Secondo la leggenda, la nave che ne trasportava il feretro verso l'Africa fu gettata da una tempesta sul litorale monegasco. Per questo sarebbe divenuta la patrona del Principato di Monaco e della famiglia Grimaldi.

Santa Giulia martire durante la persecuzione di Decio delo quella di Dioclezianoè la patrona di Corsica e di Bresciacittà dove riposano le sue reliquie dopo che vi fu fatta trasportare da Ansamoglie del re longobardo Desiderio nel Santa Giulia è patrona anche di Livornodove le spoglie della santa avrebbero fatto tappa provenendo dalla Corsica.

A queste martiri se ne aggiunge Sesso Storia della Costa fede schiera, tra i quali san Parteoche fu forse il primo vescovo di Corsica. Dopo Sesso Storia della Costa fede editto di Milano di Sesso Storia della Costa fede I e l'instaurazione della libertà religiosa, la Corsica, già ampiamente romanizzata e cristianizzata, fu associata alla diocesi di Roma. Come altrove Sesso Storia della Costa fede Occidentel'organizzazione romana in Corsica cadde con l'invasione dei Vandali ; questi nel V secolomuovendo dall'Africa, investirono la stessa città di Roma.

Mariana fu invece a lungo sede vescovile anche nel Medioevo. Secondo Procopiostorico dell'imperatore d'oriente Giustiniano Iin Corsica restarono meno di Nel periodo successivo, Goti e Longobardi presero successivamente d'assalto e saccheggiarono l'isola, lasciata indifesa dai Bizantini, i quali - a dispetto delle preghiere di papa san Gregorio magno e dopo averla a Sesso Storia della Costa fede volta impoverita con un eccessivo carico fiscale [38] - non la protessero adeguatamente.

D'altra parte, i Bizantini stessi furono travolti in Africa dall'invasione araba e, nelgli Arabi realizzarono le loro prime scorrerie contro la Corsica, muovendo dalle loro nuove basi nordafricane. Nella battaglia dell'provenienti da una fresca sconfitta in Sardegna, racconta il Muratori che con loro venne alle mani il Burcardo e persero altre 13 navi [40].

I Mori riuscirono tuttavia a prendere brevemente il controllo dell'isola nell'quasi interamente assoggettata perché priva di difesa [41]ma ne furono infine spazzati via da una spedizione guidata dal figlio dell'imperatore Carlo; i Mori non si diedero per vinti e continuarono ad investire la Corsica con le loro incursioni.

A proposito della situazione dell'isola, in passato sono stati sollevati dubbi su un eventuale donativo a papa Leone III da parte di Carlo Magno; il Muratori riferisce infatti [40] di una lettera [42] con la quale il papa avrebbe chiamato l'imperatore a difesa della Corsica [43].

Tuttavia i Saraceni rimasero padroni di alcune basi sull'isola almeno sino al Attorno all'epoca tra la fine del regno di Berengario II e l'inizio di quella di Ottone I Sesso Storia della Costa fede, si fa risalire il sorgere dell'anarchia feudale che vide esplodere la lotta tra piccoli signori locali, ansiosi di espandere i loro piccoli domini. Tra costoro spiccavano i discendenti di Adalberto cosiddetti " Adalbertini ", ramo primogenito degli Obertenghi che miravano ad espandere il loro dominio sull'intera isola.

Gli Adalbertini già avevano acquisito il titolo di "Marchesi di Massa e Parodi", per il territorio di loro competenza che andava da Gavi alla Versilia e, rivendicando alcuni privilegi che già i Marchesi di Tuscia vantavano sulla Corsica, si mutarono il titolo in "Massa-Corsica", componendo una giurisdizione formale che andava dalla marca Sesso Storia della Costa fede a quella della Tuscia, lungo la "marittima" toscana [10].

Questa prenderà il nome di Terra Sesso Storia della Costa fede Signori Pomontementre nella restante parte dell'isola si afferma definitivamente un regime che lega tra loro comuni autonomi sull'esempio del modello analogo in sviluppo in Italia sin dall' XI secolo.

Tale territorio prenderà il nome di Terra di Comune Cismonte. La divisione è destinata a durare molto a lungo sino al XVIII secolo ed a segnare significative differenze nello sviluppo sociale, economico e persino linguistico tra le due parti dell'isola, con il nord più legato all'Italia e Sesso Storia della Costa fede un idioma sempre più toscanizzato.

Dal punto di vista organizzativo, nella Terra di Comuneciascuno dei comuni più importanti facenti capo a una Pieve la parrocchia principale del circondario Sesso Storia della Costa fede tramite suffragio universale, ivi comprese le donne un numero variabile di rappresentanti detti Padri del comuneresponsabili dell'amministrazione della giustizia e dell'elezione del loro presidente, detto podestàche ne coordinava l'operato.

I podestà delle varie Pievi, a loro volta, sceglievano i membri di un consiglio superiore, detto Consiglio dei Dodici Sesso Storia della Costa fede, responsabile delle leggi e regolamenti che reggevano la Terra di Comune. I Padri del comuneinoltre, eleggevano per ogni Pieve un caporaleun magistrato responsabile della protezione e della salvaguardia degli strati poveri della popolazione, incaricato di garantire che i più svantaggiati non subissero soprusi e che fosse loro assicurata giustizia.

Gran parte delle terre di questa regione erano considerate di proprietà comune delle collettività comunali. La totale abolizione delle proprietà comuni, promossa nella seconda metà del XIX secolo dalla Francia, ebbe conseguenze molto gravi per l'economia della Corsica.

A seguito di tale Sesso Storia della Costa fede, il titolare della cattedra arcivescovile pisana divenne anche primate di Corsica e di Sardegnacarica conservata a livello onorifico sino ai giorni nostri [45] [46] seppur sempre contestata nei secoli e vantata dagli arcivescovi di Sassari e Cagliari [47].

Pisa, con il suo porto, intratteneva da secoli sin dall'epoca romana stretti rapporti con l'isola, espandendovi - via via che la propria potenza come Repubblica marinara cresceva - la propria influenza politica, culturale ed economica. Malgrado quello che ancor oggi viene Sesso Storia della Costa fede generalmente il buon governo della Repubblica di Pisa, non mancarono in Corsica i motivi di dissidio.

I pisani tentarono per vent'anni, senza successo, di riprendere la città, sino a quando, nel papa Onorio III -chiamato a mediare, prese formalmente controllo della piazzaforte. Nell'ambito di tale lotta e seguendo uno schema che si era già, e si sarebbe poi, ripetuto più volte nell'isola, favorendone la dominazionei maggiorenti della Terra di Comune si risolsero a invocare l'intervento del marchese Isnardo Malaspina.

I pisani reagirono instaurando un nuovo conte di Cinarca, e la guerra sconvolse l'isola senza che né il partito genovese né quello pisano riuscissero a prevalere in modo decisivo.

La sconfitta della Meloriatuttavia, fece basculare decisamente il piatto della bilancia in favore di Genova che, da allora, estese con sempre maggiore intensità la propria influenza in Corsica.

Michele di MuratoS. Giovanni di CarbiniS. Maria Maggiore di BonifacioS. Nicola di Pieve e infrastrutturale strade, ponti, fortezze e torri. A partire dal dominio pisano, e nei secoli a seguire, sino al XX secolonon vengono mai del tutto meno i rapporti culturali dell'isola con Pisa e la Toscana, testimoniati anche dalla penetrazione di elementi Sesso Storia della Costa fede toscani e, persino, di interi brani della Divina Commedia di Dante nel ricchissimo repertorio di proverbi e canti tradizionali polifonici paghjelle dell'isola.

Nel frattempo prende prestigio in Corsica anche il volgare toscano, che ne diviene la lingua ufficiale. Il 12 giugnoa complicare il quadro della Corsica, che - dopo la sconfitta di Pisa alla Battaglia della Meloria - sfuggiva al controllo pisano, intervenne papa Bonifacio VIII -con la sua investitura in favore di re Giacomo II di Aragona impegnato nella lotta per la Reconquista a sovrano del nascente regno Sesso Storia della Costa fede Sardegna e Corsica Trattato di Anagni.

La Corsica resta frattanto vittima di una sostanziale Sesso Storia della Costa fede sino alquando viene convocata una grande assemblea di caporali e dei baroni Sesso Storia della Costa fede, sotto la guida di Sambucuccio d'Alandodecidono di porsi sotto la protezione di Genova e di offrire alla Repubblica ligure la sovranità totale sull'isola, da esercitarsi a mezzo di un governatore.

Intanto l'intera Europa era afflitta dal flagello della peste nerache giunse anche in Corsica mietendovi numerosissime vittime proprio mentre si affermava la supremazia genovese. L'accordo tra caporali e baroni venne presto violato e sia gli uni, sia gli altri, si opposero l'un l'altro mentre insieme contrastavano l'instaurarsi concreto Sesso Storia della Costa fede signoria genovese in Corsica.