Storia di sesso in un vano

VI RACCONTO LA MIA PRIMA VOLTA...

Una donna senza sesso per 10 anni

Un intervento e una storia che hanno commosso tutti. Anche se ogni parto è un racconto che storia di sesso in un vano annuncia unico, epico, il mio lo è stato storia di sesso in un vano gli altri, col suo corredo di gioia ed emozioni. La diagnosi sarebbe arrivata 11 anni più tardi, nelma andiamo con ordine.

Un bambino che piange molto, vuole stare sempre in braccio, non mangia, ma non come dicono le mamme apprensive, storia di sesso in un vano mangia proprio niente. Il pediatra mi chiamerà tempo dopo in preda ai rimorsi per chiedermi scusa, probabilmente ha reso un gran favore alla sua carriera, molto meno a noi.

Pensavo ossessivamente che lo avevo fatto molto carino e che me lo avevano cambiato. Ero una madre che non sapeva proteggere suo figlio. Storia di sesso in un vano almeno era quello che pensavo. Mi offrirono una terapia madre-bambino somministrando anche dei test a Lorenzo dai quali risultava un storia di sesso in un vano ritardo cognitivo e della crescita. Io me ne ero accorta, perché Lorenzo non giocava mai che per pochissimo tempo con lo stesso gioco; era inquieto, disattento, si calmava solo passeggiando, stando fuori, stando con me.

Il padre non condivideva nulla della mia feroce preoccupazione. Ero sola e sola andavo a San Lorenzo. Non guidavo pur avendo la patente, e con il bambino in braccio, salendo e scendendo da autobus e tram per andare alla terapia, credo 3 volte a settimana, mi sentivo come Ida della Morante con Useppe in braccio, in una Roma bruciata dalla guerra. Perché io ero in guerra anche se non sapevo con chi. Lorenzo si svegliava 12, anche 14 volte a notte, ero stremata e quindi il terrore si annidava più facilmente dentro di me.

Non avevo un lavoro, avevo solo Lorenzo. Tornai dai miei genitori e ricominciai a camminare, mi innamorai. Ero schiava dei sensi di colpa.

Si sedeva e guardava gli altri giocare, forse aveva già chiaro che la sua inadeguatezza, per lo meno in quello che da lui ci si aspettava, la poteva governare isolandosi e non mettendosi in gioco. Ovviamente le terapie: un ciclo solo di logopedia, molti di psicomotricità. Lo accompagnavo la mattina prima della scuola per lui e del lavoro per me. Ero molto impegnata a vivere, perché ero una giovane donna innamorata; lavoravo ed ero sempre con Lorenzo.

È stato allora che qualcosa è cambiato. Lorenzo inventava continuamente delle storie: parlava al telefono con interlocutori immaginari, aveva delle passioni: si travestiva, aveva un armadio dei travestimenti, sceneggiava delle storie e mi attribuiva le parti e le battute; gli piaceva fare il torero e il cameriere. Io lo incoraggiavo in tutte queste arti perché intuivo che gli restituivano una sua specialità, unicità, che la strada non era quella di diventare normale, ma quella di diventare se stesso.

Intanto Lorenzo cresceva, anche se cresceva molto poco in altezza. Agli 11 anni arriva la diagnosi: Sindrome di Noonan. Al momento se ne sapeva davvero poco, era quasi solo un storia di sesso in un vano per me.

Mi diceva poco su Lorenzo, cosa fare, come aiutarlo. Nel buddismo si dice che ognuno di noi si incarna nella migliore delle condizioni possibili atte a scoprire la propria lezione, una virtù da apprendere e un difetto da superare in questo nostro fugace passaggio sulla terra.

Certo ognuno di noi è portato a pensare che meglio sarebbe stato nascere in una famiglia meravigliosa, ricca, in un luogo piacevole e via dicendo, ma invece Lorenzo aveva scelto me per venire al mondo e quindi la domanda era cosa dovessi imparare io da lui e lui da me in storia di sesso in un vano nostro reciproco accompagnarci. Queste domande hanno favorito una seconda nascita, mia e di Lorenzo.

Qual era la strada che mi indicava Lorenzo? A essere se stesso e a coltivare i propri talenti e sogni senza misurarli con la presunta pienezza di quelli degli altri.

Voglio leggervi un passaggio dal libro di Pontiggia, un testo che per me è stato un portolano, un viatico. In questo brano due sgomenti genitori lo stesso autore e la moglie ascoltano il medico a tre mesi dalla nascita del loro figlio che a causa della sofferenza al momento del parto, avrà gravi deficit motori. Devono imparare a storia di sesso in un vano in un mondo che la prima nascita ha reso più difficile.

La seconda dipende da voi, da quello che saprete dare. Sono nati due volte e il percorso sarà più tormentato. Ma alla fine anche per voi sarà una rinascita.

Amare senza risparmiarsi e senza giudicare. Non è stato facile, e non lo è nemmeno ora. Spesso ho sentito pungermi il dolore. A volte me lo chiedo ancora. Ma le aspettative sono quello che uccidono i talenti dei propri figli, soprattutto se disabili. Si apriva un tempo tutto da scoprire e inventare, un tempo largo di cui avevo molta paura, perché io sarei stata al lavoro e Lorenzo? Aveva continuato a studiare recitazione, fare spettacoli.

Passa la prima selezione, ma non quella che riguarda i movimenti corporei. Non si dà per vinto. Ci presentiamo a ogni sorta di audizione per Accademie di recitazione. È chiaro che storia di sesso in un vano degli esaminatori ha il coraggio di porre delle domande dirette, e sono spaventati dalla disabilità che percepiscono anche se riconoscono il suo talento, ma non sanno definire dove sta la difficoltà e preferiscono non rischiare, a volte offendendo, a volte stupiti che ci siamo presentati.

Io invece ho sempre scelto la strada più difficile: dare alle cose il loro nome. Con Lorenzo abbiamo sempre usato la parola disabilità ogni volta approfondendola, entrandoci, discutendola, cercando di capire cosa raccontava della persona con disabilità. E ridiamo insieme dei versi con cui accompagna la frase che pronuncia accentuando difficoltà che lui non ha e inventa. E lui se non chiudo con questa battuta, me la chiede. Nel frattempo aveva finito la lunghissima terapia ormonale i bambini e poi ragazzi Noonan hanno problemi di scarso accrescimento e lui in prima media sembrava un bambino piccolo e quindi anche i frequentissimi strazianti day hospital a volte anche 12 ore in ospedale cominciavano a spaziarsi.

Si tirava il fiato. Sono tante le persone in questo viaggio che devo ringraziare, ma una è qui con me, Antonia, anche lei madre. Per Lorenzo una svolta molto significativa. Un mondo da condividere, dove essere se stessi, dove non gli storia di sesso in un vano chiedeva di nascondere la disabilità, ma di esplorarla e farne un punto di forza.

Il film è uscito in tutta Italia, e ha impegnato i suoi giovani attori in presentazioni, conferenze stampa dove ho visto Lorenzo trasformarsi in mattatore. Ma allora torno a pormi e a porvi la stessa domanda: qual è stato ed è il senso profondo di questa avventura extra ordinaria? Il senso è nel viaggio, non nella meta. Io ero una ragazza con i piedi e la testa nel cielo, pochissime radici a tenermi dritta sulla terra. Abbiamo tutti la nostra occasione di responsabilità, il nostro pezzetto di corda da tirare.

Lorenzo non è triste. Anzi, Lorenzo è felice, gioioso, è consapevole della sua disabilità, ma è consapevole soprattutto che questa non è, non è più, un limite. Non si vergogna, non si giustifica, non adopera filtri che lo facciano apparire diverso. È genuinamente simpatico. E non ha paura. Affronta tutte le cose pensando di potercela fare o quantomeno di voler provare. Ha fiducia in se stesso. È storia di sesso in un vano suo agio con il suo corpo, si piace. Grazie Andrew, ci fa molto piacere, continua a seguire le nostre iniziative!

Un caro saluto e a presto. Stai commentando usando il tuo account WordPress. Stai commentando usando il tuo account Google. Stai commentando usando il tuo account Twitter. Stai commentando usando il tuo account Facebook. Notificami nuovi commenti via e-mail. Mandami una notifica per nuovi articoli via e-mail.

Lorenzo Salvatori. Share this: Twitter Facebook. Rispondi Cancella risposta Scrivi qui il tuo commento Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:. E-mail obbligatorio L'indirizzo non verrà pubblicato. Nome obbligatorio. Sito web. Notificami nuovi commenti via e-mail Mandami una notifica per nuovi articoli via e-mail. Pubblica su Annulla.