Storie di sesso nella foresta

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Questo racconto di DemoneDelSilenzio è stato letto 3 3 5 9 volte. Caccia nella foresta - parte 1 Scritto da DemoneDelSilenzioilgenere dominazione "Allora? Quel giorno si era alzato molto presto perché la sua meta si trovava a più di un'ora di cammino dalla strada sterrata e gli ci sarebbero volute più di sei ore per pattugliare il versante della valle. Amava il suo lavoro: faceva la Guardia Forestale da oltre sette anni e non aveva mai rimpianto le lunghe camminate nei boschi, le levatacce a qualsiasi orario o la solitudine.

Amava le piante e la tranquillità che esse custodivano. Ogni tanto incontrava qualche boscaiolo con il quale scambiava due chiacchiere, ma la maggior parte del tempo lo passava da solo, perlustrando le terre selvagge alla ricerca di bracconieri o di aree da mettere in sicurezza in caso di forti piogge. Dopo alcune ore di cammino giunse in un'area pianeggiante di bosco, popolato in prevalenza da grandi Querce e Faggi, che rendevano l'atmosfera fresca anche in pieno giorno.

Acciuffata la vettovaglia si mise a mangiare, masticando lentamente mentre faceva vagare lo sguardo tutt'attorno a sé. Qualcosa non andava: da ormai diversi minuti non avvertiva più la presenza della piccola fauna che gli teneva compagnia durante le sue escursioni.

Non c'era traccia né di nidi sugli alberi, né di impronte di piccoli predatori sul terreno boschivo. Tutto taceva e persino il vento lasciava immobili le foglie. Il silenzio attorno a lui era assoluto. In breve la bruma aveva invaso tutta la radura, ghermendo con le sue spire lattiginose storie di sesso nella foresta colori verde e bruno del storie di sesso nella foresta. Ci fu un attimo di silenzio e poi li vide: un cavallo nero teneva in groppa un uomo, avvolto in un mantello scuro.

Vide due storie di sesso nella foresta neri, dei segugi, lanciarsi nella sua direzione abbaiando come se avessero avvertito la pista di una preda. La situazione era surreale e la sua mente razionale gli suggeriva di farsi da parte per lasciar passare quell'insolita battuta di caccia. Ma il cacciatore era un esperto cavallerizzo e i segugi conoscevano quelle zone, perché lo tallonavano guadagnando lentamente terreno. Col fiato corto, Mattia si diresse verso un corridoio generato da due possenti alberi nodosi.

Imprigionato Mattia non poté far altro che dondolare impotente, il mondo a testa in giù per via della posizione. Poi vide l'uomo fermare il cavallo a pochi metri e smontare con destrezza dalla sella.

Non sei stato all'altezza delle mie aspettative. Cosa vuoi farmi? Non riusciva a scacciare la paura che attanagliava il suo cervello. Era come se un essere maligno gli avesse ingabbiato la sua parte razionale. Sentiva il suo Io dimenarsi e sbattere contro quelle fredde sbarre invisibili che storie di sesso nella foresta tenevano segregato da storie di sesso nella foresta parte nella sua mente. Nonostante l'altezza non si fece male, ma rimase comunque rannicchiato aspettando inorridito che il suo destino si compisse.

Senza esitare i cani si gettarono ringhiando su di lui. Le mani erano artigliate e forti, e strappavano con innaturale sapienza il tessuto dei suoi vestiti. Lacerarono le reti e i suoi indumenti, lasciandolo nudo con soltanto gli scarponi ai piedi.

Vide che il cane davanti a lui aveva fra le cosce un pene umano, quasi completamente eretto. Era grosso e pulsante, ma indubbiamente non era canino. Non aveva mai avuto desideri verso altri uomini: nella sua vita era stato con alcune ragazze, ma mai avrebbe pensato di praticare del sesso orale ad un altro maschio.

Tanto più se si trattava di un essere abominevole come quello che lo teneva immobilizzato come un Per un attimo si chiese se quella condizione fosse permanente o se dopo averli soddisfatti la sua parte razionale avrebbe ripreso storie di sesso nella foresta posto di comando della sua mente.

L'odore maschile della bestia lo sommergeva di disgusto. La pelliccia sapeva di ormoni storie di sesso nella foresta di sesso, di urina e di selvaggio. Pur disgustato dalla situazione, Mattia non poté che provare un brivido di piacere quando il mostro spinse con decisione la sua lingua bagnata all'interno del suo retto.

Il gemito fu stroncato sul nascere dall'intrusione del pene nella sua bocca. Le due bestie iniziarono a montarlo con selvaggia violenza e l'uomo fu sospinto in balia avanti e indietro da spinte possenti.

Il suo fondo schiena esplodeva di dolore ogni volta che il mostro estraeva il suo fallo e lo rificcava fino in fondo con un solo violento colpo di reni.

A mano a mano che l'amplesso si protraeva nel tempo, sentiva che il suo sfintere opponeva sempre meno resistenza alla penetrazione e un vago piacere si faceva largo. Nonostante avvertisse un forte storie di sesso nella foresta, poteva sentire il proprio pene ingrossarsi e pulsare ritmico a quella bruciante sollecitazione.

Anche la sua storie di sesso nella foresta era diventata più capiente e tollerava meglio storie di sesso nella foresta sulla sua lingua era posato un velo disgustoso composto da peli e da un liquido salato e vischioso. La difficoltà a respirare e gli stimoli irruenti portarono ben presto l'uomo al culmine del piacere.

Mentre Mattia avvertiva il peso dell'essere che si abbandonava sulla sua schiena, un altro ululato gli fece capire che anche la creatura davanti stava per giungere al suo picco. I fiotti che seguirono vennero invece spruzzati nella sua cavità orale e Mattia poté assaporarne il gusto pungente, salato e amaro allo stesso tempo. L'odore del seme maschile gli invase le narici. Fili di sperma colavano dalle sue labbra e sentiva la bocca immersa in quel fetido succo vischioso. Poi Mattia cadde a faccia in giù sul terriccio e perse conoscenza.

La nebbiolina era scomparsa, e con essa il sentimento di angoscia e paura che lo aveva reso succube dell'uomo e dei suoi due mostruosi segugi. Il giorno successivo si diede malato e rimase rintanato nel suo rifugio, le imposte chiuse.

L'avventura sessuale con quei mostri lo aveva turbato nel profondo. La sensazione di paura, il desiderio di soddisfare quelle creature pur di non essere sbranato. L'odore e il sapore del sesso, il bruciore dello sfintere e la voce dell'uomo vorticarono con irruenza sia nella sua mente conscia che durante i sogni.

Storie di sesso nella foresta una sola idea in testa che, pensava, lo avrebbe salvato dal vivere il storie di sesso nella foresta della sua vita come un guscio vuoto sospeso dalla marea: fargliela pagare. Riprese quindi la strada della montagna e si accinse a ritornare nel posto dove due giorni prima era stato braccato e violentato.

Prima avrebbe freddato quei due esseri immondi con un paio di proiettili, poi avrebbe fatto smontare da cavallo quel figuro e l'avrebbe conciato per le feste. Mentre guidava la Jeep sul terreno dissestato la sua mente continuava a sfornargli idee su come si sarebbe potuto vendicare del torto subito. Aveva camminato con passo veloce, facendo più rumore possibile per far notare la sua presenza ad eventuali "osservatori".

Per tutto il pomeriggio rimase in ascolto, l'orecchio teso al minimo scricchiolio. Passarono diverse ore e non accadde nulla. Spazientito, Mattia si accinse a mettersi al lavoro per distrarsi, quando il suono del corno dell'uomo a cavallo lo colse di sorpresa.

Proveniva da alcune decine di metri alla sua sinistra, molto più vicino della prima volta. Corse come la prima volta, senza badare a dove andava e superando di slancio i vari ostacoli del terreno selvaggio.

Giunse infine ai due alberi. Mentre si rialzava vide per un attimo una cordicella all'altezza del suo naso. Nonostante abbaiassero furiosamente, non lo aggredirono e aspettarono che il loro padrone fermasse la sua cavalcatura e che smontasse. E ancora una volta tu sei mio prigioniero. Ho avvertito il brivido della caccia fin dentro le ossa e per un tempo sufficientemente lungo da appagarmi. Il fatto che tu sia stato catturato, alla fine, è solo un dettaglio. Aveva voglia di stendere quel tizio con un pugno e fargliela pagare, ma si trattenne solo per la curiosità che provava in quel momento.

Sarai libero di andare e non verrai mai più braccato. Ti sei guadagnato il mio rispetto e, a malincuore, ti voglio offrire questa opzione. Senza aspettare storie di sesso nella foresta il cacciatore fece un passo indietro e con un gesto plateale si tolse il cappello che gli nascondeva il volto.

Questi mosse la testa di scatto e li fece dapprima esplodere in un turbinio giallo oro, poi li fece saettare all'indietro rivelando un paio di occhi color celeste profondi come il mare. Rimase completamente nuda davanti a lui, calzando soltanto gli stivali da cavallerizza. Quel contrasto fra la sua pelle chiara e delicata e il cuoio scuro e ruvido delle calzature fece salire un fremito dal cuore di Mattia. Era come vedere la Luna e d il Storie di sesso nella foresta fusi insieme nella stessa figura.

Qual è la tua decisione? Il bacio sapeva di cannella e mela verde, uno strano miscuglio di sensazioni che si mescolavano divinamente ai profumi che percepiva dal corpo della donna. Era una carezza morbida, ma con tratti selvaggi: afferrava con delicatezza lo scroto, graffiandolo sensualmente con le storie di sesso nella foresta.

Tirava un poco verso di lei e mentre lo faceva stringeva le sue noci nel pugno, quasi volesse sottomettere la sua virilità.

La donna emise un flebile gemito, come una gatta quando viene accarezzata sul sedere. I suoi mugolii riecheggiavano fra gli alberi e storie di sesso nella foresta silenzio irreale che li avvolgeva rendeva il momento ancora più eccitante. Lei prese a sussurrargli all'orecchio nel trasporto dell'amplesso. I suoni umidi della loro passione si levarono forti fra le rocce e i loro respiri si fecero affannosi.

Mordeva e graffiava il petto, il collo e la schiena dell'uomo, che inebriato da quel comportamento sentiva il fuoco della sua passione avvampare come un incendio che lambisce un fienile ricolmo di paglia. Tutto dentro di me il tuo bel sesso! La cacciatrice emise storie di sesso nella foresta verso storie di sesso nella foresta mentre riprendeva a penetrarla con spinte sempre più forti e ravvicinate. OH SI! Poi entrambi si afflosciarono, l'uno adattandosi al corpo dell'altra, come due statue di cera si fondono insieme lasciate inavvertitamente sotto al sole di mezzogiorno.

Rimasero esausti in quella posizione, ansimanti e fissandosi negli occhi. Si baciarono a lungo, scambiandosi tenere parole sussurrate all'orecchio. Adoro il tuo corpo e i tuoi movimenti. Mentre si allontanava al galoppo, tallonata dai suoi due segugi, Mattia si rese conto che la donna cavalcava nuda sulla sella.

Si chiese se provenisse dal paradiso o dall'inferno e rimase imbambolato a fissare il punto in cui era scomparsa, lo sguardo perso nel verde cupo della boscaglia, la mente altrove. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.