Telefonare chi vuole il sesso a Karaganda

Le Interviste Imbruttite - Il sesso

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Una struttura all'avanguardia nell'assistenza dei disabili fisici e mentali sarà realizzata entro i prossimi tre anni all'Avana. La somma ammonta a Si tratta di un gesto significativo, soprattutto se si considera che l'istituto è di proprietà dello Stato cubano ed è amministrato e diretto dal ministero della Salute pubblica. In origine era un ospizio, denominato Menocalnel quale lavoravano le suore Figlie della carità di San Vincenzo de' Paoli. La sua nascita risale all'incirca al Intorno alcon il processo di nazionalizzazione intrapreso dopo l'ascesa al potere di Fidel Castro, è passato allo Stato, divenendo un centro per persone con disabilità.

Ma le autorità cubane hanno chiesto alle vincenziane di continuare a collaborare nella gestione della struttura. L'attuale sede del centro versa in grave stato di deterioramento. Come, del resto, buona parte degli edifici del Cerro, un'area urbana dove il livello sociale e culturale è tra i più bassi dell'Avana.

Inoltre mancano aree di ricreazione e di svago, le condizioni sanitarie sono precarie e il sovraffollamento penalizza la qualità della vita delle persone". Il nuovo complesso, dunque, sarà concepito e realizzato "per corrispondere alle condizioni fisiche e sanitarie degli ospiti del centro, ma soprattutto - assicura la superiora - per garantire un'adeguata qualità della vita delle persone che vi risiedono".

I lavori sono appena agli inizi. Si stanno scavando le fondamenta. Nella vecchia sede l'istituto ospita attualmente in regime assistenziale interno persone fra maschi e femmine - due sono in regime seminterno - di età compresa fra i 3 e i 69 anni. Provengono per lo più dalla capitale e sono figli di genitori non in grado di mantenerli a causa delle precarie condizioni sociali ed economiche. Che cosa offre a queste persone La edad de oro? Anche perché - spiega - nella cultura locale la parola spagnola orfanato suona con un'accezione negativa.

Nella maggior parte dei casi sono affette da telefonare chi vuole il sesso a Karaganda che limitano la loro capacità di muoversi autonomamente e di essere indipendenti a livello personale e sociale, compromettendo allo stesso tempo il linguaggio articolato e lo sviluppo dei processi psichici.

Presentano inoltre un telefonare chi vuole il sesso a Karaganda mentale grave e profondo unito alla loro patologia di base". Il compito delle suore - che lavorano insieme a circa operatori e collaboratori - è anzitutto quello di "rendere umana la vita degli ospiti del centro, soddisfacendo in modo personalizzato i loro bisogni fondamentali relativi all'alimentazione, l'igiene, l'affetto, la salute, lo svago, l'attenzione psicologica e spirituale".

Si punta anche al recupero del rapporto con le famiglie di origine, deterioratosi nella maggior parte dei casi. Quasi tutte sono cubane.

Si tratta di voti non religiosi, annuali e quindi sempre rinnovabili. Una casa-famiglia per i bimbi orfani e per le mamme abbandonate a Mbarara, nel sud ovest dell'Uganda. È quanto prevede il progetto di solidarietà promosso dai frati della basilica di Sant'Antonio da Padova, in occasione della festa liturgica dedicata al santo.

L'iniziativa si è concretizzata dopo il recente viaggio di padre Danilo Salezze, direttore generale del "Messaggero di Sant'Antonio" e ora è stata rilanciata anche dalla rivista mensile pubblicata dai francescani conventuali. Il direttore racconta delle enormi difficoltà vissute dalla popolazione, spiegando che alla lunga guerra civile, alla miseria e alla fame, si accompagna la piaga terribile della diffusione dell'Aids.

Dei trenta milioni di persone infette da hiv nel mondo, due milioni infatti sono ugandesi e l'80 per cento non sa neppure di essere in questa situazione di estremo rischio. Nel Paese l'aids, oltre a fare moltissime vittime, è diventato fra l'altro la causa prima di molte altre situazioni drammatiche, come quella dei milioni di bambini rimasti orfani.

C'è infine un elevato numero di donne malate a causa del virus, le quali sono colpite anche da altre patologie, fisiche o mentali, tutte conseguenza dell'abbandono in cui si trovano. Per i promotori, l'iniziativa di solidarietà è insieme un modello di assistenza e sviluppo, che si basa su una grande esperienza di fede. Il terreno è già disponibile e la comunità di Mbarara è pienamente coinvolta nell'iniziativa.

Manca per ora il denaro per comprare il materiale e pagare il lavoro degli operai, ma i francescani della basilica di Sant'Antonio di Padova, attraverso la Caritas antoniana, hanno comunque deciso di appoggiare questo progetto, convinti nell'aiuto di tanti amici. Le notizie che giungono da Kabul grondano sangue. Non c'è quotidiano o telegiornale che non parli ogni giorno di attentati che lasciano sul terreno decine di morti compresi, ultimamente, anche alcuni italiani e di feriti per colpa di questa o di quella coalizione.

Nel si sono contate duemilaottocentocinquanta vittime. Quasi nessuno ha ancora scoperto che, su quel sangue che appartiene anche a donne inermi e a bambini incolpevoli, si incurva un arcobaleno di speranza per tanti piccoli che, per un motivo o per l'altro, non godono di quei diritti che sono la risposta alla consapevolezza della disumanità cui Paul Valéry assegnava nei Quaderni "ancora un grande futuro". Il grido fu raccolto e quel giorno nacque l'associazione Pro bambini di Kabul Pbk.

Apartitica e aconfessionale, non ammette discriminazioni di etnie, di sesso, di lingua, di religione e di ideologia, perché i soci fondatori sono quattordici congregazioni religiose, sette maschili e sette femminili, superiori a certe distinzioni. Telefonare chi vuole il sesso a Karaganda persegue esclusivamente scopi di solidarietà nei settori dell'assistenza socio-sanitaria, dell'istruzione e dell'educazione dei bambini dai 6 ai anni.

Presidente è padre Giacomo Alberto Rossini, rogazionista, il quale, al quarto congresso internazionale "Mediterraneo senza handicap", che si è tenuto a Marsiglia nell'aprile scorso, ha detto che "il lavoro dell'associazione è molto condizionato dalla situazione generale dell'Afghanistan, che non permette tutto quello che si vorrebbe fare per alleviare le sofferenze dei piccoli e allontana un'infinità di giovani che affollano le ambasciate per il visto di espatrio". Il progetto, che fa parte dell' inclusive education portato avanti dall'Unicef e da altre organizzazioni minori in collaborazione con il ministero dell'Educazione, si interessa di bambini sordomuti, ciechi o con problemi mentali, per cui telefonare chi vuole il sesso a Karaganda mole di lavoro è imponente, tanto che è stato necessario preparare trecento insegnanti cui sono stati distribuiti testi in inglese, dari e pashtun, le lingue locali.

Naturalmente chiamiamo in causa anche i genitori, generalmente poco preoccupati della riabilitazione dei figli, cercando di far capire anche se è piuttosto difficile! Quel giorno, il pediatra tiene una relazione-istruzione sulla prevenzione delle malattie infettive e sull'igiene, importantissima per ottenere qualche successo.

L'associazione Pbk è approvata dal Governo attraverso il ministero telefonare chi vuole il sesso a Karaganda, come organizzazione non governativa, e attraverso il ministero dell'Educazione come centro educativo, che la direzione ha affidato a una comunità religiosa intercongregazionale nella persona di quattro suore, telefonare chi vuole il sesso a Karaganda domenicane pakistane di santa Caterina da Siena, una italiana delle Piccole ancelle del Sacro Cuore e un'altra indiana delle Suore del Cottolengo di Torino.

Le suore si trovano a Kabul dal Dopo varie esperienze di volontariato in diverse realtà di disabili, il 22 maggio sono passate al centro Pkb, aperto con la collaborazione della Caritas italiana. Il centro è diurno e lavora con trenta bambini dai 6 ai anni, divisi in quattro classi con due insegnanti, un fisioterapista, un pediatra. Padre Rossini si è chiesto più volte che cosa fare con i ragazzi che non possono essere inseriti nella scuola e, insieme ai collaboratori, sta pensando a una scuola di sartoria, a un panificio e alla tessitura dei tappeti, un'attività prettamente locale.

Quando anche queste attività prenderanno il via si potrà dire che a Kabul non volano solo gli aquiloni ma anche tante belle realizzazioni tenute in alto dalla carità dei consacrati italiani. Nel seminario nazionale di Port-au-Prince, prima del sisma, c'erano poco telefonare chi vuole il sesso a Karaganda di studenti. L'associazione caritativa internazionale Aiuto alla Chiesa che Soffre ACSpreoccupata per la loro sorte, informa che nel Paese sono morti almeno 30 seminaristi, non solo diocesani, ma anche religiosi.

Un altro era ferito. Altri tre erano sotto shock ed avevano bisogno di cure particolari. Ho mandato due seminaristi nella Repubblica Dominicana per visite accurate altrimenti impossibili a Fort-Liberté", ha detto il presule. Di fronte a questa situazione, ha reso noto a ZENIT Xavier Legorreta, responsabile degli aiuti per l'America Latina di ACS, una delle necessità più impellenti è offrire i mezzi necessari per ricostituire la comunità dei seminaristi.

In questa occasione, l'associazione ha inviato ACS ha anche annunciato che presto invierà altri aiuti. Aiuto alla Chiesa che Soffre risponde in questo modo al disperato appello lanciato dall'Arcivescovo di Cap Haitien, monsignor Louis Kébreau, presidente della Conferenza Episcopale di Haiti. L'istituzione coordina la sua opera assistenziale con il Nunzio Apostolico ad Haiti, l'Arcivescovo Bernardito Auza, che sta facendo giungere aiuti da Santo Domingo, capitale della vicina Repubblica Dominicana.

In pratica, le 80 parrocchie dell'Arcidiocesi di Port-au-Prince e le sue cappelle circa quattro per parrocchia sono state distrutte. Di fronte alle necessità, il Nunzio confessa: "Non riesco a moltiplicare il mio sacco di riso". Legorreta sta preparando una missione di Aiuto alla Chiesa che Soffre per le prossime settimane ad Haiti per analizzare come sia possibile rispondere alla situazione dei seminaristi e ad altre necessità urgenti della Chiesa nel Paese.

Manila, I vescovi delle Filippine lanciano un forte appello ai fedeli cattolici per sconfiggere la sottonutrizione, una piaga che colpisce soprattutto l'infanzia. L'azione sociale della Chiesa cattolica di questo Paese contro la fame si svolge soprattutto per mezzo del programma Hapag-Asa speranzaavviato nel Nell'appello, il primate della Chiesa filippina invita i cattolici a contribuire al programma Hapag-Asa sottolineando che bastano telefonare chi vuole il sesso a Karaganda.

Riporta l'agenzia AsiaNews che, secondo i dati raccolti nel dal settimo National Nutrition Survey Nnsnelle Filippine tre bambini su dieci soffrono la fame e in molte aree del Paese il tasso della povertà giunge fino al trenta per telefonare chi vuole il sesso a Karaganda. I bambini più colpiti dalla sottonutrizione sono quelli appartenenti a famiglie dei pescatori nomadi e telefonare chi vuole il sesso a Karaganda braccianti agricoli.

A questi si aggiungono attualmente i bambini di oltre duecentocinquantamila famiglie telefonare chi vuole il sesso a Karaganda a causa delle distruzioni provocate dai due violentissimi tifoni che lo scorso autunno hanno colpito molte province di questo arcipelago provocando numerose vittime nelle regioni centrali e nelle province nell'area della grande Manila.

Il cardinale Rosales sottolinea che negli ultimi cinque anni il problema della sottonutrizione di cui soffre una parte consistente dell'infanzia filippina si è ulteriormente aggravato ed attualmente sono oltre otto milioni i bambini che, a causa dell'insufficienza di cibo, hanno problemi di crescita. I volontari cattolici che lavorano nell'ambito del programma Hapag-Asa seguono dei corsi nutrizionali in modo da assicurare a questi bambini un'alimentazione bilanciata.

Spesso nelle parrocchie vengono organizzate delle riunioni per insegnare alle mamme i principi della sana alimentazione per i loro figli utilizzando le risorse naturali del territorio. Nel corso di quest'anno, saranno oltre centoventimila i bambini filippini che verranno nutriti grazie al programma Hapag-Asa.

Di questi, quasi trentamila saranno assistiti direttamente nelle strutture parrocchiali. La Chiesa cattolica si preoccupa inoltre di soccorrere anche i fanciulli di circa quindici milioni di indigeni che vivono prevalentemente nella regione di Mindanao e in quella di Cordillera. Anche questi bambini sono colpiti dai problemi legati al sottosviluppo. Secondo un rapporto del Development Programme in the Philippines delle Nazioni Unite, le giovani generazioni hanno un'aspettativa di vita inferiore di vent'anni rispetto al resto della popolazione per la scarsezza di cibo e per l'assenza di assistenza medica.

Monsignor Sergio Utleg, vescovo di Laoag, responsabile della Commissione episcopale per le popolazioni indigene, sottolinea che "frequentemente le amministrazioni locali non si interessano ai bisogni delle popolazioni originali e le costringono a vivere ai margini della società".

Secondo il presule, i gruppi tribali sono spesso costretti ad abbandonare le loro terre perché la loro presenza contrasta con gli interessi d'imprese multinazionali.

La Chiesa cattolica - sottolinea Utleg - ha sempre difeso queste popolazioni e si è opposta all'uso indiscriminato delle risorse naturali. Il vescovo cita il caso di Mindoro, una zona montuosa di Telefonare chi vuole il sesso a Karaganda dove nascono i quattro principali fiumi capaci d'irrigare le culture dell'isola. In questa zona ricca di minerali, la Chiesa, in solidarietà con i tribali, ha dato vita a molte manifestazioni per attirare l'attenzione dell'opinione pubblica sui progetti che vorrebbero lo sfruttamento minerario della zona nonostante il pericolo d'inquinamento delle sorgenti d'acqua dell'intero Mindanao.

Fiore all'occhiello di questo è proprio il plesso scolastico, inaugurato lo scorso 10 febbraio nella regione laotiana di Ban Simang, nel vicariato di Savannaketh. Le suore della Carità vi accolgono una ventina di bambini tra i due e i cinque anni, e gestiscono l'annesso ambulatorio medico. La recettività è di 80 posti, ma la stagione delle piogge e le difficoltà di collegamento tra i vari villaggi hanno limitato per il momento il numero telefonare chi vuole il sesso a Karaganda iscrizioni.

Il progetto è stato finanziato dalla Commissione aiuti internazionali del Circolo, che in passato ha anche ospitato a Roma decine di piccole vittime del disastro nucleare di Chernobyl, ha istituito borse di studio per seminaristi lituani, ha realizzato in Etiopia il villaggio per orfani Madonna della vita, ha reso possibile il completamento del monastero romeno Mater Unitatis a Visoara, ha contribuito a una scuola professionale a Malindi in Kenya.

Nelsu interessamento dell'arcivescovo Salvatore Pennacchio, delegato apostolico in Laos, un vecchio pollaio è stato trasformato in scuola materna. Pur con lo sguardo rivolto alle povertà di tutto il mondo, l'associazione opera prevalentemente in Italia. È stata anche portata a termine la revisione del regolamento, approvata dall'assemblea dei soci dopo quella dello statuto. Tracciando un bilancio del Torlonia ha ricordato la visita compiuta il 13 dicembre da Benedetto XVI all'Hospice Fondazione Roma per incontrare i malati terminali assistiti dai volontari del Circolo.

Quindi ha accennato alla nuova ferula che il Papa ha iniziato a usare dai primi Vespri di Avvento, dono del Circolo come quella offerta a Pio ix nelche lo stesso Benedetto XVI utilizzava dalla domenica delle Palme Altri momenti salienti, infine, la riapertura in aprile della cucina economica di via Adige e quella a luglio dell'asilo notturno Leone xiii.

Il Circolo con le sue opere con l'accoglienza aperta a tutti, diventa testimonianza concreta di fedeltà al Vangelo". Successivamente il segretario generale Piero Fusco ha presentato i nuovi soci, che hanno fatto la professione di fede seguita dalla consegna di distintivi, medaglie e onorificenze. Port-au-Prince, Far tornare alla vita normale i religiosi è una nostra priorità". Il nunzio apostolico - riferisce l'agenzia Fides - ha anche stilato un dettagliato rapporto sulla situazione attuale dei seminaristi e delle strutture religiose presenti.

Il seminario maggiore nazionale telefonare chi vuole il sesso a Karaganda si telefonare chi vuole il sesso a Karaganda teologia e filosofia è completamente crollato, uccidendo quindici seminaristi, un professore e alcuni membri del personale.