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In sostanza rimasi privo di conoscenza e con parecchie fratture. Tutto quanto mi venne raccontato da mia madre che, presente al fatto.

Dopo la degenza in ospedale, della quale io non ricordo nulla, i miei ricordi vanno al mio letto di casa. Mi dissero di essere rimasto in coma per qualche giorno e che poi avevo riaperto gli occhi. Tuttavia non riuscivo né a parlare, ne a fare dei movimenti volontari.

Mia madre si prese cura di me. Mi dava da mangiare, mi faceva fare i bisogni, mi lavava. Intanto il zia sesso e mia madre la storia. passava ed io non davo segni di ripresa. Avevo voglia di fare qualcosa, muovermi ma dentro la mia testa era come se stessi ancora in coma, come se stessi dormendo. Mio padre faceva il panettiere ed andava al lavoro alle 3 di mattina per poi far ritorno nel pomeriggio e quindi andava subito a letto, per cui non poteva avere il tempo di stare con me.

Mia madre, dopo che finiva le sue faccende di casa, veniva accanto al mio letto e si metteva a parlare, a raccontarmi delle favole, a dirmi qualsiasi cosa, come se stesse parlando ad una persona normale.

Io sentivo tutto e avrei avuto voglia di rispondere, ma non ce la facevo a parlare. Potevo muovere solo gli zia sesso e mia madre la storia.

Una volta accadde che era venuto a trovarmi mio zio, fratello di mio padre, il quale mi parlava e mi faceva delle domande. Naturalmente io non rispondevo e zia sesso e mia madre la storia. madre gli disse che non davo nessun segno se non il solo movimento degli occhi. A quella visione ricordo che cominciai a sentire il mio pisello indurirsi, finalmente una parte del mio corpo iniziava a reagire.

Poco più tardi mia madre rientra in camera mia perché era venuto il momento di fare i bisogni. Mi tira giù il pigiama per mettermi la padella zia sesso e mia madre la storia. il sedere. La sensazione di pisciare mentre mia madre me lo teneva in mano era stupende.

Il medico le disse di tirarmi giù il pigiama, ma in quel momento non ero eccitato. A quello spettacolo il mio pisello riprese vigore. Il medico disse che forse quello avrebbe potuto essere un metodo per stuzzicare il mio cervello a riprendersi. Io dentro ero sveglio e volevo fare chissà che cosa, ma non riuscivo a fare nessun movimento. Ricordo solo che le dita della mia mano sinistra ad un certo punto si stiracchiarono. Mia madre pianse per il risultato che stava ottenendo.

Al momento di lavarmi, lei metteva la cerata sul letto e mi ci faceva rotolare sopra, poi mi spogliava completamente e prendeva a lavarmi con la spugna. Quella volta venne in camera con il seno scoperto, senza nessun indumento, indossava solo la zia sesso e mia madre la storia. Alla zia sesso e mia madre la storia. di quel ben di Dio i miei occhi stavano per uscire dalle orbite e le dita delle mani si erano tutte stiracchiate.

Guardano i capezzoli di mia madre in modo appetitoso, avrei voluto assaggiarne uno, ma non potevo né dirglielo né farglielo capire. Ero ancora nudo col pisello duro e lei stava seduta sul letto con le tette quasi a contatto del mio viso.

Io gliele guardavo con avidità e lei, avvicinatasi, mi mise un capezzolo in bocca. Presi a succhiarlo e a leccarlo avidamente, come quando ero piccolo e lei mi allattava, quando sentii la mano di mia madre accarezzarmi il pisello e poi impugnarlo per iniziare una lenta masturbazione.

Mi stavo beando in quella posizione. Avevo gli occhi chiusi e li riaprii solo perché avevo sentito qualcosa che mi aveva bagnato il viso. Era mia madre che stava piangendo. Le sue lacrime mi bagnavano la guancia ed io non capivo se stesse piangendo per la gioia oppure per la vergogna. Nel pomeriggio venne nuovamente il medico e lei gli disse ogni cosa.

Mentre godevo lei vide che le mie gambe si muovevano e si stiravano, come ci si stiracchia la mattina subito dopo svegli. Mi si presentava con addosso reggiseno e mutandine in pizzo nero e reggicalze con calze a rete da mozzare il fiato a chiunque. Il reggiseno era piccolo e fatto in modo che i capezzoli uscissero fuori con le areole. Era uno spettacolo molto ma molto stuzzicante, fino a che io non alzai le braccia nella sua direzione.

Lei, capendo che quello spettacolo non mi faceva altro che bene, continuava a mostrarsi a me senza avvicinarsi o si avvicinava quel tanto da farsi sfiorare. In quel modo mi spingeva a combattere con me stesso in modo da fare reagire il mio corpo.

Iniziai a dire qualche parola soprattutto ad elogiare le bellezze di mia madre la quale tutte le volte piangeva per la gioia. Ancora non parlavo del tutto normale, mi mangiavo qualche lettera o non la pronunciavo bene e lei alla fine mi accontentava masturbandomi. Quella vista mi diede una tale scarica elettrica che sentii come una folgore su e giù per la spina dorsale. Il respiro mi si era fatto affannoso e sicuramente ero rosso in viso in quanto sentivo il viso andare a fuoco.

Prese a succhiarmi il pisello mentre io, istintivamente presi a leccarle la figa. Ricordo che tenevo larga la figa di mia madre con entrambe le mani e le infilavo la lingua dentro. Tuttavia non prese ad imboccarmi come faceva prima, mi aveva portato il vassoio ed io, non con poca fatica, presi il cucchiaio in mano ed iniziai a mangiare. Zia sesso e mia madre la storia. frattempo dicevo anche qualche parola, soprattutto ringraziavo mia madre dicendole che era stata brava a stuzzicare il mio cervello in quel modo.

Quando mio padre non era in casa, mia madre stava abbigliata con la guépiére e tutto in mostra, ed io emettevo dei sospiri perché mi deliziavo di quella visione. Lei mi chiedeva cosa provassi nel vederla nuda ed io le sottolineavo le sue bellezze, quello che mi piaceva di più di lei, cioè il culo e le tette, e poi quando me lo prendeva in bocca.

Mi disse, sorridendo un pochino, che si sentiva una puttana a comportarsi ed abbigliarsi in quel modo. Io le dissi, sempre sorridendo, che se poteva fare la puttana con lo zio, avrebbe potuto farlo anche con me.

Mia madre mi venne vicino in fretta ed io pensai volesse darmi un ceffone ed invece zia sesso e mia madre la storia. diede un bacio in bocca. Ormai anche le mie gambe davano segno di volersi risvegliare, segno che la terapia funzionava.

Una mattina mi feci trovare seduto sul letto. Lei ne fu stracontenta. E qualche giorno dopo cercai di alzarmi da solo. Mi mettevo seduto sul letto ed alzano la sedia con i piedi, per tonificare i muscoli delle gambe. E una mattina di quelle, sapendo che mio padre era al forno, mi alzai e pian pianino andai in camera di mia madre che ancora dormiva.

Mi piazzai accanto a lei in piedi tutto nudo e col pisello dritto e zia sesso e mia madre la storia. strisciavo sulle labbra. Allora io andai verso la finestra camminando non molto veloce ed alzai la serranda. Io la guardai e le dissi che quello era tutto merito suo, anche il pisello dritto.

Poi avanzai verso di lei con il pisello duro e minaccioso. Non me lo feci dire due volte, mi distesi sopra di lei e glielo infilai dentro. La sua figa ed bagnata e vogliosa ed il mio pisello non era molto grosso per quella figona. Mia madre fu la mia maestra. Eravamo due amanti e non più madre e figlio.

Ormai ero diventato quasi zia sesso e mia madre la storia. uomo, il mio pisello si era ingrossato per bene ed aveva cambiato nome, passando da pisello a fava. Un giorno mi disse che aveva intenzione di insegnarmi un nuovo giochetto. La sua peluria ricciola nera e le sue belle tette, per non parlare del suo bel culetto rotondo, mi mandavano in estasi. Ad un certo punto lei prende la tela cerata, quella che un tempo mi metteva sotto quando doveva lavarmi, la mette per terra e mi ci fa distendere sopra, poi si piazza sopra il mio viso accovacciandosi sulle sue caviglie quasi in ginocchio e mi dice di leccarle la figa.

Io mi do da fare e con le mani nel frattempo le stuzzico i capezzoli. Quanto termina di godere rimane sopra di me ed io le chiedo quale fosse questo nuovo gioco, visto che quello di leccarle la figa era una normalità per noi. Non risponde, mi guarda fisso negli occhi e sorride. Lei si allarga la figa con entrambe le mani quasi come a voler dirigere il getto dritto sul mio viso.

Quando ella termina di pisciarmi in faccia riprendo a leccarle la figa, come per pulirla, facendole un bidet. Mia madre mi dà la mano facendomi alzare e mi bacia in bocca. Guardandomi sempre negli occhi e senza dirmi nulla, si inginocchia davanti a me ed inizia a spompinarmi.

Le sborro in bocca quasi subito in zia sesso e mia madre la storia. sono eccitatissimo. Ad un certo punto, visto che lei era rimasta in ginocchio davanti a me, ci guardiamo fisso negli occhi senza dire una parola.

Lei apre la bocca ed io le piscio dentro, sugli occhi e sulle tette. Quella perversione mi ha nuovamente fatto eccitare, ma non solo a me, in quanto anche lei è su di giri, quasi non la riconosco più. Quelle parole piene di ardore mi mettono il fuoco dentro. La prendo per mano e la porta nella mia camera. La infilzo immediatamente e la pompo per diversi minuti. Zia sesso e mia madre la storia.

è lei che cavalca sul mio cazzone.